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Ep. 15 – Volley e tennis in Sardegna: Sarroch e Decimomannu trainano la crescita Carlo Alberto Melis, Leila Lai, Virgilio Prenza, Francesco Ceccarelli
Il movimento sportivo sardo tra pallavolo e tennis continua a crescere, tra risultati importanti e sviluppo dei giovani talenti. La stagione della Sarlux Sarroch Volley e i progressi del CT Decimomannu rappresentano due esempi concreti di un sistema che, pur tra difficoltà strutturali, dimostra solidità e ambizione A fare il punto sono Leila Lai, dirigente della Polisportiva Sarroch Volley, Virgilio Prenza, tecnico del CT Decimomannu, e il giovane tennista Francesco Ceccarelli, protagonista emergente del panorama regionale.

La stagione della squadra sarda di Serie A3 si è chiusa da pochi giorni con l’uscita dai playoff, ma il bilancio resta positivo. Il percorso sportivo viene definito “indimenticabile”, nonostante l’eliminazione contro San Giustino.
La differenza, nelle fasi decisive, è stata soprattutto mentale. La componente emotiva si è rivelata determinante, confermando come nella pallavolo moderna l’aspetto psicologico sia spesso decisivo quanto quello tecnico.
Uno degli elementi più significativi è stato l’aumento del pubblico. Con il passare delle giornate, il palazzetto ha registrato una presenza crescente, fino a diventare un vero fattore competitivo. Il coinvolgimento del territorio rappresenta oggi uno degli asset principali del club.
La Polisportiva Sarroch si conferma una realtà radicata, capace di creare appartenenza e partecipazione, anche grazie a un contesto locale molto attivo dal punto di vista sportivo.
Il modello gestionale resta basato su un principio chiaro: crescita sì, ma sostenibile nel tempo. L’obiettivo è mantenere competitività senza compromettere il futuro del club, valorizzando il settore giovanile e l’intero movimento.
Negli ultimi anni, il CT Decimomannu ha avviato un percorso strutturato che ha portato a risultati significativi. Il lavoro sul territorio ha consentito di sviluppare giovani atleti capaci di competere anche fuori regione.
Secondo il tecnico Virgilio Prenza, il salto di qualità passa dalla formazione e dal metodo, elementi che oggi permettono ai circoli di confrontarsi con realtà nazionali sempre più competitive.
Il momento d’oro del tennis italiano ha un impatto diretto anche a livello locale. Il sistema federale ha creato una rete di supporto tecnico e formativo che favorisce la crescita dei circoli. L’innalzamento del livello nazionale ha reso più competitivo anche il contesto regionale, spingendo atleti e tecnici a migliorarsi continuamente.
Tra i protagonisti emergenti c’è Francesco Ceccarelli, giovane tennista vincitore della prova maschile al Super Next Gen di Cagliari. Per lui, il riferimento resta il tennis internazionale. L’ispirazione arriva dai grandi campioni, con un modello chiaro basato su determinazione, disciplina e fiducia nei propri mezzi.
Il percorso sportivo si affianca a quello scolastico, in un equilibrio che viene considerato fondamentale. Lo sport diventa uno strumento di crescita personale, capace di migliorare organizzazione, concentrazione e responsabilità.
Sia nel tennis che nella pallavolo, il lavoro sui giovani rappresenta il cuore del progetto. La formazione non è solo tecnica, ma anche mentale. Disciplina, consapevolezza e responsabilità sono i pilastri della crescita sportiva. Il ruolo degli allenatori è centrale, così come quello delle famiglie, chiamate a sostenere senza interferire nei percorsi tecnici.
Il successo internazionale degli atleti italiani ha un effetto diretto sui giovani. I campioni diventano punti di riferimento, aumentando motivazione e partecipazione. Questo fenomeno si riflette anche nei numeri, con una crescente partecipazione alle attività sportive, sia nella pallavolo che nel tennis.
La distanza geografica resta un limite per le realtà isolane, soprattutto nel confronto con il resto d’Italia. Tuttavia, la capacità di organizzazione e la qualità dei progetti locali stanno riducendo il gap competitivo. Le esperienze di Sarroch e Decimomannu dimostrano che è possibile costruire percorsi solidi anche in contesti complessi, puntando su giovani, competenze e identità territoriale.
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