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Ep. 21 – Sardinia Race, il giro della Sardegna in barca a vela Giuseppe Valdes
La Sardinia Race cresce e punta a diventare una delle grandi classiche del Mediterraneo. Giunta alla quarta edizione, la regata che circumnaviga la Sardegna continua ad attirare equipaggi dall’isola e dalla penisola, confermandosi un appuntamento sempre più importante per gli appassionati di vela d’altura. A raccontarne filosofia, sfide e prospettive sono stati Gianluca Manca e Carlo Conte, tra gli organizzatori e protagonisti dell’evento.

La Sardinia Race nasce con l’obiettivo di riportare la vela alla sua dimensione più autentica, fatta di marineria, navigazione e conoscenza del mare. Non si parla di foil, velocità estreme o tecnologia esasperata, ma di un’esperienza che permette di vivere la Sardegna in modo diverso.
Secondo gli organizzatori, il vero valore della competizione è rappresentato dal percorso stesso. Circumnavigare l’Isola significa osservare la costa a una velocità che consente di coglierne dettagli, colori e paesaggi spesso invisibili a chi la percorre via terra.
Una prospettiva privilegiata che trasforma la regata in un viaggio sportivo e culturale lungo oltre 400 miglia nautiche. La Sardegna diventa così la vera protagonista della manifestazione, offrendo scenari unici che spingono molti equipaggi a tornare anno dopo anno.
La storia della Sardinia Race è legata anche alla tradizione della vela cagliaritana. Carlo Conte ha ricordato il legame con il Nautico Bucari e con la storica sezione vela nata nel 1981, realtà che ha contribuito alla formazione di generazioni di velisti.
Pur avendo oggi una propria autonomia organizzativa e giuridica, la manifestazione conserva quello spirito educativo e marinaro che rappresenta uno dei suoi tratti distintivi. La competizione non è soltanto una sfida sportiva, ma anche un’occasione per trasmettere competenze, esperienza e cultura nautica.
L’edizione più recente ha confermato il trend positivo della manifestazione. Diverse imbarcazioni hanno rinnovato la partecipazione, mentre nuovi equipaggi si sono aggiunti sia dalla Sardegna sia dal resto d’Italia.
Particolarmente significativa è la presenza di barche provenienti dalla penisola, un segnale che dimostra come la regata stia acquisendo notorietà anche oltre i confini regionali. Gli organizzatori non nascondono l’ambizione di trasformare la Sardinia Race in una delle competizioni di riferimento della vela d’altura mediterranea.
Il modello di riferimento è la celebre regata attorno alla Sicilia che parte da Malta, un evento che ha impiegato decenni per raggiungere l’attuale notorietà internazionale. Per questo motivo, raggiungere circa venti imbarcazioni partecipanti già alla quarta edizione viene considerato un risultato estremamente incoraggiante.
Uno degli aspetti più affascinanti della Sardinia Race è la complessità tecnica del percorso. Le condizioni meteorologiche attorno alla Sardegna cambiano rapidamente e costringono gli equipaggi a continui adattamenti tattici.
Come spiegato da Gianluca Manca, ogni tratto della costa presenta caratteristiche differenti. Zone come Capo Comino possono trasformarsi in veri e propri spartiacque meteorologici, dove il vento termina improvvisamente e costringe le barche a trovare nuove strategie per raggiungere il successivo sistema di brezze.
Per questo motivo gli organizzatori descrivono la competizione come una successione continua di mini-regate. Le distanze tra le imbarcazioni possono ridursi rapidamente e ogni scelta tattica può modificare la classifica nel giro di poche ore.
La Sardinia Race è prima di tutto una prova di marineria. Gli equipaggi devono affrontare traffico commerciale, traghetti, cambi meteo improvvisi e tutte le situazioni tipiche della navigazione d’altura.
Secondo Carlo Conte, il rispetto delle regole del mare resta prioritario rispetto all’aspetto agonistico. Le competenze nautiche, la capacità di leggere le condizioni e la gestione della sicurezza rappresentano elementi fondamentali per affrontare il periplo della Sardegna.
Proprio questo approccio contribuisce a rendere la manifestazione particolarmente apprezzata dai partecipanti, che spesso la descrivono come un’esperienza unica sia dal punto di vista sportivo sia umano.
Uno degli elementi che più colpiscono gli organizzatori è il forte senso di comunità che si è sviluppato attorno alla regata. Anche chi non riesce a partecipare continua a seguire l’evento, presentandosi agli arrivi per accogliere gli equipaggi e condividere i momenti conclusivi della competizione.
Nessuno, finora, ha dichiarato di non voler più tornare. Al contrario, molti partecipanti considerano la Sardinia Race una delle esperienze veliche più significative del Mediterraneo e programmano già la presenza nelle edizioni successive.
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