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Ep. 17 – Sardegna, il Governo impugna la legge regionale sulla sanità

today30 Aprile 2025 138

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Sanità: cosa succede in Sardegna dopo l’impugnazione della legge?

Il Consiglio dei Ministri ha impugnato la legge regionale sarda sulla sanità, approvata il 6 marzo, presentando ricorso alla Corte Costituzionale. Una decisione che riapre il confronto tra Stato e Regione sulle competenze in materia di sanità. Alessandra Carta ha intervistato Piero Comandini, presidente del Consiglio regionale.

Piero Comandini – Presidente Consiglio Regionale

Sardegna e sanità: l’impugnazione della legge

La notizia, trapelata in via esclusiva, conferma una possibilità che era nell’aria. L’impugnazione della legge sanitaria regionale è un diritto costituzionale del governo, ma la Regione Sardegna intende difendere le proprie ragioni davanti alla Corte.

Sarà fondamentale analizzare nel dettaglio le motivazioni dell’impugnativa per strutturare una difesa solida. La situazione si complica perché avviene a ridosso della decisione sui commissariamenti delle aziende sanitarie, e potrebbe anche comportare rischi economici per l’amministrazione regionale in caso di ricorsi.

Perché il Governo contesta: il nodo dei commissari

Nel ricorso, il Consiglio dei Ministri mette in discussione la rimozione dei commissari in carica. Secondo il governo, non sussistevano le condizioni straordinarie per giustificare tale decisione, né la mancanza documentata di alternative. Di conseguenza, la Regione si trova in una posizione giuridicamente complessa.

Il PD tra dissenso e richiesta di metodo sulla sanità

Il Partito Democratico, pur avendo sostenuto inizialmente la legge sanitaria come “primo passo” verso una riforma più ampia, ha espresso dissenso sulla fase dei commissariamenti.  Il PD non ha condiviso la tempistica né il metodo, ritenendo che servisse un processo più ponderato e partecipato, soprattutto per la scelta dei nomi dei commissari.

Tre assessori PD e il capogruppo hanno firmato un documento che richiede un nuovo percorso per la sanità sarda. La loro assenza alla giunta del 27 aprile, in cui sono stati nominati i nuovi commissari, ha segnato una frattura politica.

Competenze professionali al centro del conflitto politico

Nel documento del PD si sottolinea l’importanza di scegliere i direttori generali in base a criteri professionali e non politici. I commissari, per legge, devono provenire da un albo nazionale con requisiti specifici. Tuttavia, questo albo è datato e richiederebbe una nuova selezione.

Il PD ribadisce che, per gestire le ASL in territori complessi come Cagliari, Sassari, Nuoro e il Medio Campidano, servono figure di comprovata competenza, non solo nomine politiche. Non è una critica personale, ma un principio per garantire la qualità e l’efficienza del sistema sanitario regionale.

La maggioranza regge: nessuna crisi nel Campo Largo

Nonostante il dissenso, il PD nega l’esistenza di una crisi politica all’interno del “campo largo”. Secondo i vertici del partito, il confronto è fisiologico tra soggetti con identità diverse, e l’episodio rappresenta una divergenza legittima, non un segnale di rottura.

La maggioranza viene definita “coesa” e capace di lavorare in sinergia, come dimostrato nelle recenti elezioni a Nuoro e in provvedimenti chiave come la finanziaria. Alcune forze, come Progressisti e AVS, hanno manifestato vicinanza al PD o chiesto un vertice di maggioranza, previsto a breve. Il PD rivendica la propria autonomia e il proprio contributo costruttivo, basato sui contenuti e non sulle polemiche.

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