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L'Informatore: dalla C alla Promozione

Ep. 18 – Monastir protagonista in Serie D, Torres salva in Serie C

micAlberto Masu, Marcello Angheleddu, Michael Brentantoday25 Maggio 2026 192 4

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Dal Monastir rivelazione della Serie D alla Torres salva in Serie C

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    Ep. 18 – Monastir protagonista in Serie D, Torres salva in Serie C Giuseppe Valdes

Il calcio sardo archivia una stagione intensa tra promozioni, salvezze e bilanci. Da una parte il Monastir, protagonista assoluto in Serie D con un sorprendente terzo posto e la vittoria dei play-off. Dall’altra la Torres, passata dalla lotta ai vertici della Serie C alla sofferta conquista della permanenza in categoria. A raccontare successi, difficoltà e prospettive sono stati Marcello Angheleddu, allenatore del Monastir, e Michael Brentan, centrocampista della Torres, ospiti dell’“Informatore Sportivo”.

Alberto Masu e Marcello Angheleddu negli studi di Radiolina

Monastir, la rivelazione della Serie D: Angheleddu racconta il percorso della matricola terribile

Partita come neopromossa e candidata alla salvezza, il Monastir ha ribaltato ogni previsione nel campionato di Serie D. La squadra guidata da Marcello Angheleddu ha chiuso la stagione con un prestigioso terzo posto e il successo nei play-off, confermandosi una delle realtà emergenti del calcio sardo.

Per il tecnico, il risultato è maturato grazie a un gruppo costruito con attenzione non solo sul piano tecnico, ma soprattutto umano. “Abbiamo fatto qualcosa di molto bello, ma la soddisfazione più grande è averlo condiviso con un gruppo di ragazzi diventati amici”, ha spiegato Angheleddu.

L’allenatore ha sottolineato come il lavoro sulle risorse umane, sulla comunicazione e sul clima dello spogliatoio abbia avuto un peso decisivo. Nessuna ossessione per la classifica, ma attenzione quotidiana alla crescita del gruppo.

“Non credo ai miracoli nel calcio. Credo al lavoro, alla costanza e al piacere di stare insieme dentro un progetto”, ha ribadito il tecnico, evidenziando un approccio moderno alla gestione della squadra.

Un altro elemento chiave della stagione è stato il rapporto con l’ambiente. Il Monastir è riuscito a creare un forte legame con il territorio, attirando tifosi anche nelle trasferte decisive e trasformando il club in una vera realtà identitaria.

Torres, Brentan analizza la salvezza: il ritorno di Greco, il gruppo e la svolta mentale

Se il Monastir ha stupito in positivo, la stagione della Torres è stata segnata dalla sofferenza. Dopo due campionati di alta classifica in Serie C, la squadra sassarese si è ritrovata improvvisamente a combattere per evitare la retrocessione.

Michael Brentan, centrocampista rossoblù, ha definito l’annata “complicatissima”, riconoscendo come il pesante finale della stagione precedente abbia lasciato strascichi importanti. La svolta è arrivata con il ritorno in panchina di mister Greco, figura considerata fondamentale per la rimonta salvezza.

“Eravamo ultimi in classifica e non vedevamo la luce in fondo al tunnel. Il mister ha riportato serenità, fiducia e ci ha aiutato a ripartire praticamente da zero”, ha raccontato Brentan.

Determinante anche il peso del gruppo e del confronto interno. La squadra, ha spiegato il centrocampista, ha affrontato momenti molto delicati attraverso riunioni, dialoghi e assunzione collettiva di responsabilità. Secondo Brentan, uno degli aspetti decisivi è stata la presenza nello spogliatoio di giocatori esperti, capaci di guidare i più giovani durante una stagione difficile.

“La forza del gruppo è stata fondamentale. Nei momenti peggiori servivano riferimenti forti e persone capaci di trascinare tutti nella stessa direzione”, ha sottolineato il centrocampista della Torres.

Obiettivi futuri tra ambizioni personali e crescita societaria

Guardando al futuro, sia Monastir che Torres si preparano a una nuova fase. Per Angheleddu il prossimo passo non dovrà essere esclusivamente legato ai risultati sul campo, ma anche a una crescita strutturale, organizzativa e societaria. Il tecnico ha evidenziato il passaggio verso una gestione più aziendale del Monastir, pur ribadendo l’importanza di mantenere intatta l’identità del club.

Sul proprio futuro, Angheleddu non si sbilancia, ma conferma l’ambizione di continuare a crescere professionalmente: “Il calcio lo vivo intensamente, occupa gran parte della mia giornata. La voglia di confrontarmi a livelli sempre più alti esiste”.

Anche Michael Brentan guarda avanti con ambizione. Il centrocampista, che ha ancora un anno di contratto con la Torres, non nasconde il desiderio di compiere nuovi passi nella propria carriera. “Sono ambizioso, voglio arrivare il più in alto possibile. Continuo a lavorare per fare stagioni importanti e provare a salire di categoria”, ha dichiarato.

Tra il sogno di consolidare il progetto Monastir e la volontà della Torres di tornare a competere per obiettivi più prestigiosi, il calcio sardo chiude una stagione ricca di insegnamenti. Il denominatore comune, secondo Angheleddu e Brentan, resta uno solo: il valore del gruppo, della comunicazione e della capacità di costruire identità dentro e fuori dal campo.

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