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L'Informatore: dalla C alla Promozione

Ep. 21 – Tra passato e futuro

micAlberto Masu, Fabio Argiolastoday9 Giugno 2025 101

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L’Informatore Sportivo dalla C alla Promozione: Fabio Argiolas e Manuel Gonzalez

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    Ep. 21 – Tra passato e futuro Fabio Leoni

Nell’ultimo appuntamento de “L’informatore sportivo“, condotto da Alberto Masu su Radiolina e Videolina, si è fatto il punto sulla stagione calcistica sarda, ormai agli sgoccioli. Ospiti d’eccezione sono stati Fabio Argiolas, ex attaccante del Selargius, ora in transizione verso il ruolo di istruttore per il settore giovanile, e Manuel Gonzalez, direttore sportivo dell’Olbia, collegato da Olbia. La conversazione si è concentrata sui bilanci delle stagioni appena concluse, le sfide future e il difficile passaggio dal campo alla scrivania, temi centrali per il panorama calcistico dell’isola.

Fabio Argiolas, negli studi di Radiolina con Alberto Masu

Manuel Gonzalez : L’Olbia tra ripescaggio e ricostruzione

Manuel Gonzales ha definito il passaggio da giocatore a dirigente “molto, molto difficile”, richiedendo “molto tempo di riflessione”. Riguardo all’Olbia, la richiesta di ripescaggio in Serie D è un segnale che “l’Olbia c’è”, nonostante le probabilità siano “vaste”. La stagione è stata “molto impegnativa” per la nuova società straniera, con “tantissime cose” e “casini” da affrontare. La svolta è arrivata a gennaio, portando “serenità” e giocatori chiave come Ragazzu, Biancu, Buschiazzo. Gonzales punta “sempre per vincere”, pur avendo un budget non “altissimo”. In caso di ripescaggio in Serie C, il budget potrebbe cambiare, poiché la società vuole “vincere senza straspendere soldi”, ma è pronta a investire per la categoria superiore. L’obiettivo futuro è ripartire con l’allenatore Gatti e integrare “ragazzi locali che veramente sentano la Sardegna dentro”.

Fabio Argiolas: dal campo alla guida dei giovani

Fabio Argiolas è diventato istruttore di scuola calcio e settore giovanile con la Ferini Cagliari, affiancando Gianni Tronci. Svolge questo ruolo da dieci anni ed è “appassionatissimo”. Ha smesso di giocare per scelta “ponderata”, a causa di un grave infortunio e problemi fisici: “è il corpo che dice basta”. La stagione del Selargius è stata “positiva per il risultato finale” (salvezza), pur essendo “molto difficoltosa dal punto di vista dei risultati”. Argiolas ha elogiato la società per il grande lavoro, non avendo “mai fatto mancare niente”. Il campionato di promozione è stato “da combattimento”, con Lanusei, Tortolì e Quartu che lo hanno particolarmente impressionato.

Le sfide delle squadre sarde e il legame col territorio

La Serie D è stata “complicatissima” per le squadre sarde: Olbia e Latte Dolce si sono salvate, ma tre su cinque sono retrocesse. Manuel e Fabio faticano a spiegare perché le squadre sarde “facciano veramente fatica” a raggiungere i vertici. Manuel attribuisce parte della difficoltà alle lunghe trasferte, pur con i voli. È stata discussa la proposta di far giocare le squadre sarde in un girone diverso (es. lombardo-piemontese) per ragioni logistiche ed economiche. Manuel ha sostenuto questa tesi per l’Olbia, e Fabio ha confermato la comodità avendola sperimentata con l’Atletico Cagliari. Un altro tema cruciale è il rapporto tra squadra e città. Manuel ha notato un “distacco” tra l’Olbia e la sua città, ritenendo più difficile ricrearlo rispetto a costruire una squadra vincente, dato che richiede “tempo” e “credibilità”. Fabio ha evidenziato l’importanza di questo legame, ricordando come Osvaldo Iaconi portasse i calciatori a “vivere la piazza” per creare un rapporto umano. Manuel ha confermato la necessità di tale approccio.

Fabio Argiolas e Manuel Gonzalez: tra sogni, rimpianti e la finale del Monastir

Fabio Argiolas sogna di “far migliorare il più possibile” i bambini della scuola calcio e “scovare un bel talentino”. Il suo unico rimpianto è non aver mai fatto il professionismo, a volte per scelta, a volte per opportunità mancate. Riguardo al “salto del mare” per i giocatori sardi, Fabio, partito a 25 anni, ha trovato “difficilissimo” ambientarsi, sentendosi “troppo bene a Cagliari, la città più bella del mondo”. Manuel ha invece lodato l’integrazione degli argentini in Sardegna, definendo Olbia e la Costa Smeralda “la città più bella che io ho conosciuto qua in Italia”. La trasmissione ha anche parlato della finale di ritorno dei play-off di Serie D del Monastir. La Vianese ha vinto 2-1 all’andata. Il Monastir dovrà vincere con un gol di scarto per i supplementari o con almeno due gol per la promozione diretta, senza il valore doppio dei gol in trasferta. Fabio ha augurato un “grosso in bocca al lupo” al Monastir, ritenendolo preparato.

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