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Ep. 24 – Piergiorgio Massidda: “Il mio addio alla politica? Per fare spazio ai giovani”

today18 Giugno 2025 118

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Piergiorgio Massidda: “Ho litigato con Berlusconi sul calcio, ma mi stimava”

Alessandra Carta – Giornalista de L’Unione Sarda – ha intervistato Piergiorgio Massidda, ex senatore di Forza Italia. Massidda si definisce ancora oggi un “berlusconiano della prima ora”, avendo aderito al progetto politico di Silvio Berlusconi il 26 gennaio 1994. “Oggi sento ancora più miei quegli ideali”, ha affermato, sottolineando l’importanza dei rapporti personali trasversali, anche con chi non condivide le sue idee politiche.

Piergiorgio Massidda – Ex senatore di Forza Italia

Forza Italia senza Berlusconi

Massidda ha ricordato di essere stato accusato in passato di essere una “Cassandra” per aver previsto la sopravvivenza del partito anche dopo Berlusconi, pur essendo Forza Italia fondata attorno alla sua figura. Ha fatto un parallelo con il Partito Repubblicano post-La Malfa, auspicando l’emersione di nuove figure in grado di portare avanti i valori liberali con identità propria. Ha anche raccontato della grande amicizia con Berlusconi, costruita su franchezza e rispetto reciproco, nonostante divergenze anche “calcistiche” (Cagliari vs Milan).

Parlando della politica italiana, Massidda ha denunciato il fallimento del progetto liberale a causa di una burocrazia “intoccabile”. Ha criticato le leggi che attribuiscono responsabilità ai politici ma li privano del potere di agire, con un’aneddotica pungente per evidenziare l’assurdità del sistema. Secondo lui, i funzionari hanno spesso più potere dei sindaci, generando un cortocircuito di competenze che frustra ogni tentativo di riforma.

Politica regionale sarda

Massidda ha analizzato l’attuale scenario regionale, definendo l’alleanza PD–M5S “atipica” e poco efficace. Ha riconosciuto la professionalità del Partito Democratico ma ha criticato i 5 Stelle per essere rappresentati spesso da figure inesperte: “riserve delle riserve”. Sulla Presidente Alessandra Todde, ha espresso stima personale, ma anche dubbi sulla sua invasività nelle scelte delegate, osservando come il PD appaia in sofferenza nella comunicazione e nei ruoli decisionali.

Massidda ha commentato con sorpresa il caso della presunta decadenza della Presidente Todde, causata dalla mancata apertura di un conto dedicato alla campagna elettorale. “Un errore sciocco”, ha detto, ricordando come sia un atto basilare di trasparenza. Ha auspicato che non ci siano retroscena più gravi, sottolineando che “la legge non guarda in faccia a nessuno”.

Amicizie trasversali e fratture politiche ricucite

Massidda ha confermato di avere amici in ogni parte politica, dal centrodestra alla sinistra. Tra i nomi citati: Ugo Cappellacci, Christian Solinas, Mario Pigliaru, ma anche Piero Comandini, ora sindaco di Quartu. Sulla leggenda del ballottaggio in provincia che lo avrebbe visto determinante nella sconfitta di Giuseppe Farris, ha chiarito: “Non ho dato ordini, furono i miei elettori a decidere”, spiegando di essersi candidato “contro tutto e contro tutti” dopo un tradimento interno al partito.

La battaglia legale al Porto di Cagliari

Come presidente dell’Autorità Portuale di Cagliari, Massidda è stato il protagonista del rilancio del Porto Canale e dell’arrivo della Luna Rossa in città. Ha raccontato di aver convinto Patrizio Bertelli (Prada) a investire a Cagliari senza ricevere contributi, grazie alla conoscenza diretta del mondo Prada. Ha criticato la successiva gestione del porto, accusando Massimo Deiana di aver chiuso ciò che lui aveva rilanciato, con particolare riferimento al Porto Canale.

Sanità sarda tra caos e professionalità

Tornato oggi alla professione di medico a tempo pieno, Massidda ha definito la sanità sarda “un disastro”, segnata da inefficienze, sprechi e interferenze politiche. Nonostante questo, ha elogiato i medici, infermieri e OSS, che con dedizione e sacrificio sopperiscono alle carenze strutturali e organizzative.

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