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Ep. 30 – Vivere nello Spazio Manuel Floris
Dal 4 al 10 ottobre si celebra ogni anno la Settimana Mondiale dello Spazio, istituita dall’ONU nel 1999. L’iniziativa nasce per ricordare due tappe decisive nella storia dell’umanità: il lancio dello Sputnik il 4 ottobre 1957, che segnò l’inizio dell’era spaziale, e l’entrata in vigore del Trattato sullo spazio extra-atmosferico il 10 ottobre 1967, documento che sancisce l’uso dello spazio a scopi esclusivamente pacifici e impedisce a qualsiasi Paese di rivendicare sovranità su Luna, pianeti o altri corpi celesti.

Per approfondire il significato di questo anniversario abbiamo come ospite Paolo Ferri, fisico e figura di primo piano dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA). Ferri ha diretto il Dipartimento di Operazioni Spaziali, guidando missioni leggendarie come Rosetta, Mars Express ed ExoMars. Nel 2020 è stato il primo italiano a entrare nella Hall of Fame dell’International Astronautical Federation ed è autore del libro “Volare oltre il cielo” (Raffaello Cortina Editore).
Secondo Ferri, il lancio dello Sputnik non è stato un semplice passo tecnologico, ma una svolta epocale per l’umanità: “È un momento che metto allo stesso livello della scoperta del fuoco o dell’invenzione della ruota. Con lo Sputnik abbiamo imparato a liberarci dalla gravità e ad aprire una nuova visione del pianeta e della vita”. Lo Sputnik fu visibile anche a occhio nudo e il suo successo gettò gli Stati Uniti nel panico, perché dimostrava la superiorità tecnologica dell’Unione Sovietica.
Il tema di quest’anno è “Vivere nello spazio”. Ma quanto è davvero possibile? Ferri sottolinea che lo spazio è un ambiente ostile:
Assenza di atmosfera respirabile
Temperature estreme
Radiazioni mortali
Assenza di gravità naturale
Soluzioni come capsule pressurizzate e stazioni spaziali alleviano parte dei problemi, ma la gravità artificiale e la protezione dalle radiazioni restano le grandi sfide del futuro.
La Stazione Spaziale Internazionale (ISS), in orbita da oltre 25 anni, è ormai vicina al pensionamento. Entro la fine del decennio verrà deorbitata e distrutta in modo controllato nell’Oceano Pacifico. Il futuro vedrà stazioni più piccole e gestite da privati, mentre la Cina continua a espandere la sua Tiangong.
E la Luna? Ferri è chiaro: costruire basi lunari permanenti è un sogno affascinante ma lontano. Costi enormi, polveri corrosive e radiazioni rendono l’impresa molto più complessa di quanto si immagini. Solo la competizione tra USA e Cina potrà accelerare i tempi.
Una finestra sull’Universo è disponibile anche su Spotify. È sufficiente cliccare sulla banda qui sotto per ascoltare la puntata direttamente in piattaforma.
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