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Ep. 32 – A caccia di Comete Manuel Floris, Fabrizio Capaccioni
Una Finestra sull’Universo, l’appuntamento su Radiolina per raccontare l’universo, dalla Terra alla Luna e oltre, a cura Manuel Floris, astrofisico e direttore scientifico de Il Planetario de L’Unione Sarda. Puntata dedicata alle comete con Fabrizio Capaccioni, ricercatore presso l’INAF – Istituto di Astrofisica e Planetologia Spaziali di Roma, nonché responsabile scientifico dello strumento Virtis a bordo della sonda Rosetta.

In queste settimane, la cometa C/2023 A3 Tsuchinshan-ATLAS ha offerto uno spettacolo mozzafiato, visibile a occhio nudo dopo il tramonto. La sua coda brillante ha catturato l’attenzione di molti appassionati e osservatori del cielo. Le comete sono eventi rari, capaci di stimolare l’immaginazione umana da millenni. Sono veri e propri fossili del Sistema Solare primordiale e potrebbero contenere informazioni preziose sull’origine dell’acqua e della vita sulla Terra.
Le comete rappresentano residui delle origini del nostro Sistema Solare, oggetti celesti che potrebbero svelarci segreti importanti su come si sono formati i pianeti e, soprattutto, su come l’acqua sia arrivata sulla Terra. In un passato non troppo remoto, l’uomo ha lanciato missioni spaziali con l’obiettivo di studiarle da vicino. Grazie a questi sforzi, abbiamo iniziato a scoprire il potenziale delle comete di svelarci i misteri dell’universo.
L’Agenzia Spaziale Europea (ESA) ha fatto un passo storico nel 2014, quando per la prima volta nella storia una sonda è riuscita a scendere su una cometa. La missione Rosetta, lanciata nel 1984, ha cambiato per sempre il modo in cui studiamo questi corpi celesti. La sonda Philae, parte della missione, è stata la prima a toccare la superficie di una cometa, nonostante qualche imprevisto tecnico.
Le osservazioni terrestri non sono sufficienti per comprendere a fondo il comportamento delle comete. È per questo motivo che, già nel 1986, sono state inviate cinque sonde verso la famosa cometa di Halley. Ma la vera svolta è arrivata con la missione Rosetta. L’ESA ha immaginato una sonda che potesse non solo orbitare attorno a una cometa, ma anche atterrare sulla sua superficie per studiarne la composizione. Fabrizio Capaccioni, che ha guidato lo strumento Virtis, ha contribuito in modo fondamentale a questa missione.
Grazie a queste ricerche, abbiamo appreso molto di più sulle comete. La missione Rosetta ha dimostrato che le comete non sono solo blocchi di ghiaccio e roccia, ma vere miniere di informazioni sul passato remoto del Sistema Solare. Tra le scoperte, vi è il fatto che le comete contengono molecole organiche complesse, una chiave per comprendere le origini della vita.
La cometa C/2023 A3 Tsuchinshan-ATLAS è passata a più di 50 milioni di chilometri dalla Terra, un evento che non si ripeterà più nel nostro Sistema Solare. Le comete come questa ci offrono un’occasione unica per riflettere sul nostro posto nell’universo e sulle origini della vita stessa. Anche se la Tsuchinshan-ATLAS non tornerà più, le informazioni che raccogliamo da missioni come Rosetta ci permetteranno di continuare a svelare i misteri delle comete per molte generazioni a venire.
Una finestra sull’Universo è disponibile anche su Spotify. È sufficiente cliccare sulla banda qui sotto per ascoltare la puntata direttamente in piattaforma.