play_arrow
Ep. 37 – Tempesta geomagnetica ed aurora in Sardegna Manuel Floris, Clementina Sasso e Alberto Pellizzoni
Il 12 novembre, tra le ore 4:00 e 5:00 del mattino, una potente tempesta geomagnetica ha investito la Terra e ha permesso la comparsa di un’aurora visibile fino in Sardegna, regione poco abituata a questi eventi. Manuel Floris – Astrofisico e responsabile de Il Planetario de L’Unione Sarda ha intervistato Clementina Sasso, ricercatrice dell’INAF, Osservatorio Astronomico di Capodimonte e Alberto Pellizoni, ricercatore presso l’INAF, Osservatorio Astronomico di Cagliari.

Nella notte tra il 12 e il 13 novembre 2025, tra le 4:00 e le 5:00 del mattino, una forte tempesta geomagnetica ha investito la Terra, dando origine a un’aurora boreale visibile anche a latitudini insolitamente basse come la Sardegna.
Gli esperti dell’INAF, l’astrofisica Clementina Sasso e l’astrofisico Alberto Pellizioni, spiegano che l’aurora è causata da particelle cariche emesse dal Sole che eccitano gli atomi dell’atmosfera terrestre, generando luce di vari colori. In Italia si è manifestata principalmente rossa, perché le particelle colpiscono gli strati più alti dell’atmosfera, visibili a latitudini basse.
L’evento è stato generato dalla macchia solare AR 34274, attiva nei giorni precedenti al fenomeno. Questa regione solare ha prodotto tre brillamenti consecutivi, fenomeni di alta intensità classificabili fino alla classe X5, che hanno lanciato particelle cariche verso la Terra.
I brillamenti sono il primo step che può portare a una tempesta geomagnetica, seguita da possibili effetti sulla magnetosfera terrestre, come blackout radio, problemi ai satelliti e alle centrali elettriche. Fortunatamente, in questa occasione, la protezione del campo magnetico terrestre ha impedito danni significativi.
Le tempeste solari possono influire sulle telecomunicazioni, il GPS e le reti elettriche. Un esempio storico è l’evento di Carrington del 1859, che causò aurora boreale fino a Cuba e interruzioni delle linee telegrafiche. Oggi, grazie alla scienza e alla tecnologia, è possibile monitorare l’attività solare e prevedere, seppur parzialmente, i brillamenti e le conseguenti tempeste geomagnetiche.
Secondo Clementina Sasso, anche se il picco del ciclo solare è in fase calante, le aurore potrebbero continuare a manifestarsi, visibili grazie ai miglioramenti tecnologici come smartphone e strumenti di osservazione amatoriali. Gli esperti invitano gli appassionati a seguire i canali ufficiali per aggiornamenti in tempo reale.
Una finestra sull’Universo è disponibile anche su Spotify. È sufficiente cliccare sulla banda qui sotto per ascoltare la puntata direttamente in piattaforma.
Clicca qui per scoprire tutti i podcast di Radiolina