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Ep. 38 – Il Radiotelescopio Sardo alla ricerca di segnali intelligenti Manuel Floris, Maura Pilia, Andrea Melis e Lorenzo Manunza
In questi giorni di dicembre, Giove si trova alla minima distanza dalla Terra, un’occasione unica per osservarlo come fece Galileo Galilei nel gennaio del 1610. Le sue osservazioni pionieristiche rivelarono i primi indizi di mondi al di là del nostro, ispirando l’uomo a cercare risposte a una domanda fondamentale: siamo soli nell’Universo? Da allora, la ricerca di altri pianeti e civiltà non si è mai arrestata, spingendo i confini della scienza e della tecnologia.

Dal 1984, il programma SETI (Search for Extra-Terrestrial Intelligence) guida la ricerca di segnali radio che potrebbero provenire da civiltà extraterrestri. Questo ambizioso progetto si avvale di una rete globale di radiotelescopi, inclusa l’antenna del Radiotelescopio Sardo (SRT), tra le più avanzate d’Europa. L’idea alla base è semplice: ascoltare l’Universo per identificare segnali non casuali che potrebbero indicare l’esistenza di intelligenze aliene.
L’SRT, situato in Sardegna, è un attore chiave nel panorama scientifico internazionale. Coordinato dall’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), questo radiotelescopio contribuisce attivamente al programma SETI. Con una parabola di 64 metri di diametro e un peso di 3.000 tonnellate, rappresenta un’eccellenza tecnologica nel campo dell’astrofisica. Grazie alle sue osservazioni, gli scienziati stanno analizzando segnali radio per rilevare eventuali anomalie di origine artificiale. Il SRT si distingue per la sua superficie attiva, che permette di correggere le deformazioni indotte da fattori ambientali, e per la capacità di osservare a frequenze radio comprese tra 0,3 e 100 GHz. Recentemente, durante il “SETI INAF-Italy Workshop 2024” a Cagliari, sono state delineate nuove strategie per ottimizzare questa ricerca.
La ricerca di civiltà intelligenti non è fantascienza, ma un’incredibile avventura scientifica. Esperti come Maura Pilia, Andrea Melis e Lorenzo Manunza, ricercatori presso l’INAF di Cagliari, lavorano incessantemente per analizzare i dati raccolti dall’SRT. Il futuro della scienza è qui: esplorare l’ignoto, spinti dal desiderio di rispondere alla più grande domanda dell’umanità.
Una finestra sull’Universo è disponibile anche su Spotify. È sufficiente cliccare sulla banda qui sotto per ascoltare la puntata direttamente in piattaforma.
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