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Ep. 39 – Serra Yilmaz presenta il libro “Cara Istanbul” in Sardegna Francesca Figus, Serra Yilmaz
Serra Yilmaz racconta Istanbul, Ferzan Özpetek, la Sardegna e il suo rapporto con la scrittura nell’intervista dedicata a Cara Istanbul, libro pubblicato da Rizzoli nel 2026. «Io sono una fabulatrice, io racconto delle storie», spiega l’attrice, definendo così il proprio modo di trasformare ricordi, persone e luoghi in racconto.

Nel libro, Yilmaz torna nella Istanbul della sua infanzia, attraversando ricordi personali e cambiamenti che hanno trasformato profondamente la città. «Ho ritrovato la Istanbul di un tempo, quella che eravamo, quella della nostra meglio gioventù», ha scritto Ferzan Özpetek commentando il volume. Per Yilmaz, raccontare Istanbul significa anche superare immagini convenzionali e stereotipi legati all’Oriente e all’Occidente. «Bisogna vedere, incontrare la gente, cercare di capire, andare al di là delle immagini, degli stereotipi», sottolinea l’attrice.

L’incontro con Ferzan Özpetek ha segnato una parte importante della carriera di Serra Yilmaz. I due si conobbero in Francia, prima di iniziare una collaborazione destinata a proseguire per diversi film. «Mi piacerebbe lavorare con te», le disse Özpetek durante il loro primo incontro, una frase che Yilmaz inizialmente non prese troppo sul serio. La collaborazione proseguì con Harem Suare, nel quale l’attrice interpretò un personaggio legato anche alla storia della propria famiglia.

Da nove anni residente a Firenze, Serra Yilmaz ha sviluppato un forte legame anche con la Sardegna, dove torna frequentemente e dove dice di sentirsi particolarmente a casa. «Appena sono venuta la prima volta mi è piaciuto tantissimo e sento tante vibrazioni quando sono in Sardegna», racconta l’attrice. Il suo rapporto con l’isola si lega anche alla convinzione che conoscere una terra significhi incontrarne le persone, andando oltre le immagini più stereotipate.
La carriera di Serra Yilmaz attraversa cinema e teatro, con ruoli legati soprattutto al cinema di Özpetek e diverse esperienze sul palcoscenico. Tra queste c’è Magnifica presenza, adattamento teatrale dell’omonimo film, esperienza che l’attrice ricorda con particolare piacere. «Sono sempre felice quando sono sul palcoscenico», racconta Yilmaz, sottolineando il valore del teatro nella propria esperienza artistica.
L’attrice parla anche del successo internazionale delle fiction turche, oggi molto presenti sulle piattaforme televisive e digitali. Yilmaz mantiene però un atteggiamento critico verso molte produzioni, che considera spesso lontane dalla realtà quotidiana. «Mi sa che la gente ha tanto bisogno di scappare alla realtà», osserva parlando del successo delle serie turche.
Nel corso dell’intervista emerge anche la preoccupazione di Serra Yilmaz per il clima politico internazionale, che considera particolarmente teso e pericoloso. «Non stiamo vivendo un momento bello, stiamo vivendo un momento molto teso, molto pericoloso, molto aggressivo a livello politico», afferma l’attrice. Il timore riguarda soprattutto il futuro delle nuove generazioni e il rischio che la storia possa riproporre conflitti già conosciuti. «La cosa che uno realizza è che l’uomo non impara mai la lezione», aggiunge Yilmaz.
Per Yilmaz, Istanbul rappresenta un ponte complesso tra culture, impossibile da descrivere attraverso una semplice contrapposizione tra Oriente e Occidente. «Dobbiamo partire prima dalla definizione: cos’è l’Oriente e cos’è l’Occidente», osserva l’attrice, invitando a una lettura più profonda delle identità culturali. L’attrice critica anche la cementificazione di Istanbul, pur riconoscendo alla città una bellezza ancora fortemente legata alla sua posizione geografica. «Tutto ciò che si fa per renderla brutta non funziona. Rimane ancora bella», afferma Yilmaz.
La riflessione finale riguarda la democrazia e lo stato di diritto, che Serra Yilmaz considera fondamentali per il futuro della società. «Non smetterò di lottare per quello in cui credo e di alzare la voce per una società migliore», dichiara l’attrice. Il suo auspicio riguarda soprattutto la tutela delle istituzioni democratiche e delle garanzie costituzionali.
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