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Ep. 93 – Le due facce Giuseppe Valdes
Daniel Maldini e Mattia Felici, due compagni di squadra, due giocatori e due stati d’animo completamente opposti. Da una parte il sorriso per il primo gol con la maglia del Cagliari, dall’altra le lacrime amare per un nuovo infortunio che rischia di fermare ancora una volta il giovane rossoblù. La partita contro il Lecce alla Domus ha raccontato anche questo: la gioia di un primo sigillo e il dolore di chi si ritrova nuovamente davanti a un lungo percorso di recupero.

Daniel Maldini, o semplicemente Malda, come viene chiamato anche sui social, ha finalmente trovato il suo primo gol in rossoblù. Il numero scelto sulla maglia è il 70, già indossato ai tempi dell’Atalanta. Si racconta che quello zero aggiunto al 7 utilizzato da papà Paolo nella sua prima maglia nelle giovanili del Milan abbia anche un significato simbolico. Figlio e nipote d’arte, Daniel ha scelto però una strada diversa da quella della sua famiglia, preferendo il reparto offensivo alla difesa.
Il cognome Maldini porta con sé un peso enorme e soprattutto paragoni quotidiani dai quali è impossibile scappare. Dopo le esperienze con Milan, Spezia, Empoli, Monza, Atalanta e Roma, Cagliari può rappresentare la piazza giusta per provare finalmente a spiccare il volo. Alla Domus, contro il Lecce, è arrivato un momento importante nel suo percorso: minuto 29, incornata vincente e primo gol con il Cagliari, quello che decide la partita.
Poi l’abbraccio dei compagni e quella maglia numero 9 mostrata davanti alla telecamera. Una dedica speciale per Kevin, il nuovo compagno di squadra. Un’immagine di festa che racconta il momento di Maldini, finalmente protagonista con la maglia rossoblù e al centro dell’esultanza del Cagliari.
Dall’altra parte c’è invece Mattia Felici. Anche lui ha scelto un numero particolare: il 17, preceduto dall’1, formando quel 117 che potrebbe far rabbrividire i più superstiziosi. Ma la superstizione, nel suo caso, sembra davvero l’ultimo dei problemi. Felici è nato il 17 aprile e a 17 anni ha lasciato casa per inseguire il suo sogno nel calcio.
Il momento più duro arriva al minuto 73 di Cagliari-Lecce, pochi minuti dopo il suo ingresso in campo. La corsa verso la porta avversaria, poi quel crack e la caduta. Un’immagine che riporta Felici nell’incubo peggiore, proprio dopo aver recuperato dalla rottura del ginocchio sinistro subita nel dicembre dello scorso anno.
Questa volta, però, è l’altro legamento a essere coinvolto. Una nuova, durissima botta da digerire per un giocatore che aveva appena ritrovato il campo e la voglia di lasciarsi alle spalle un periodo complicato. Le lacrime di Felici raccontano tutta la frustrazione di chi si vede costretto a ripartire ancora una volta. Ma Mattia sa già come si fa: ha affrontato il dolore, il recupero e il ritorno in campo e dovrà trovare nuovamente la forza per farlo.
Daniel Maldini e Mattia Felici sono oggi i due volti opposti del Cagliari. Il primo sorride dopo aver trovato il gol decisivo, il secondo piange davanti alla prospettiva di un nuovo stop. Due storie che si incrociano nella stessa squadra e nella stessa partita, con emozioni completamente diverse.
Eppure potrebbe esserci qualcosa capace di unirli. Un’immagine, un gesto, una dedica. Un bel gol di Maldini a Bergamo e una maglietta numero 17 da esibire davanti alla televisione. Perché nel calcio, dopo il dolore, può sempre arrivare un’altra gioia. E questa volta potrebbe essere anche quella di Felici.
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