I lavoratori Eurallumina sono arrivati a Roma per il sit-in davanti al Mimit, mentre al Ministero si discute il futuro dello stabilimento di Portovesme. La giornata rappresenta un passaggio decisivo per l’azienda e per l’intero territorio.

L’incontro di oggi arriva dopo l’azione estrema di alcuni operai che, per tredici giorni, hanno vissuto a quaranta metri d’altezza su un silos. Il loro obiettivo è chiaro: difendere lo stabilimento e ottenere certezze sulla continuità produttiva.
Lavoratori e sindacati chiedono al Governo di garantire rapidamente: lo sblocco dei finanziamenti necessari per far ripartire l’impianto; oppure la revoca delle sanzioni patrimoniali che colpiscono Rusal, la società russa proprietaria di Eurallumina.
Secondo le rappresentanze dei lavoratori, senza una decisione politica chiara lo stabilimento rischia di fermarsi definitivamente.
Enrico Pulisci, uno degli operai che hanno guidato la protesta, denuncia una disparità evidente. «Le sanzioni colpiscono solo il nostro impianto italiano. Svezia, Germania e Irlanda non hanno applicato misure simili agli stabilimenti Rusal presenti nei loro Paesi», spiega.
Una situazione che, secondo lui, crea un forte svantaggio competitivo e mette a rischio il futuro dell’Eurallumina.
Intervista a cura di Veronica Fadda
Caffè Corretto del 10-12-2025
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