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Eurallumina Sardegna: la protesta per il blocco dei beni Rusal stage@radiolina.it
In Sardegna, i lavoratori di Eurallumina sono alla quarta notte di occupazione del silo a Portovesme, in protesta per il blocco dei beni della proprietà russa Rusal.
“Non si capisce perché il governo italiano mantenga le sanzioni mentre altri Paesi tutelano le produzioni strategiche,” spiega Fausto Durante, segretario regionale della CGIL.

Eurallumina, azienda del gruppo Rusal, attende investimenti strategici per rilanciare la produzione di alluminio. Le sanzioni UE hanno congelato i suoi asset in Italia.
“Questo blocco mette a rischio la ripresa industriale e prolunga la protesta dei lavoratori,” sottolinea Durante, evidenziando il paradosso rispetto agli impianti simili in Europa.
La mancanza di energia a basso costo frena la produzione industriale e aumenta i costi. L’arrivo del metano potrebbe ridurre queste spese.
“Il gas serve a produrre l’energia necessaria per tutto il polo industriale e potrebbe ridurre drasticamente i costi delle aziende sarde,” spiega Durante.
Eurallumina conta circa 150 lavoratori diretti, molti dei quali in cassa integrazione. Le maestranze sono altamente qualificate e rappresentano un patrimonio industriale del Sulcis.
“Queste professionalità appartengono a un polo che un tempo era leader europeo e mondiale nella produzione di metalli non ferrosi,” ricorda Durante.

Il 12 dicembre è previsto uno sciopero generale per protestare contro la legge di bilancio e la mancanza di rinnovi contrattuali. La manovra penalizza lavoratori e pensionati. “Oggi il governo lascia briciole ai lavoratori, mentre milioni aspettano ancora il rinnovo dei contratti e il salario resta fermo,” denuncia Durante.
L’inflazione e la pressione fiscale rendono difficile la vita quotidiana delle famiglie. I salari bloccati non permettono di far fronte ai costi dei beni di prima necessità.
“Se non si rinnovano i contratti, il potere d’acquisto crolla e le famiglie non riescono a coprire le spese essenziali,” conclude Durante.
Intervento a cura di Egidiangela Sechi
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