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Felice Montervino racconta il teatro tra Shakespeare, tragedia greca e nuove sfide linguistiche Fabio Leoni
In occasione della Giornata Mondiale del Teatro, Felice Montervino racconta il valore profondo della scena, tra prove e nuovi debutti a Parma. L’attore è impegnato nella preparazione de Il Racconto d’Inverno di William Shakespeare, sotto la regia di Red McMeill. Montervino sottolinea la natura condivisa del teatro, evidenziandone il ruolo sociale e umano. “Il teatro è un’esperienza che accade perché le persone la fanno insieme, creando qualcosa che esiste solo grazie alla relazione tra individui”, afferma l’attore, evidenziando ascolto ed empatia.

Il lavoro su Shakespeare rappresenta per Montervino una sfida artistica e interpretativa, capace di unire registri diversi e profondità emotiva. L’attore richiama anche il pensiero di Gigi Proietti, simbolo della tradizione teatrale italiana, sottolineando il valore autentico della finzione scenica. L’opera attraversa molteplici stati umani, confermando l’attualità del teatro classico. “Stiamo costruendo una fiaba che attraversa diversi stati dell’animo, mescolando alto e basso come solo Shakespeare riesce a fare”, dichiara Montervino, evidenziando la complessità narrativa e simbolica dell’opera.
Parallelamente, Montervino porta in tournée Tragùdia, diretto da Alessandro Serra, una riscrittura di Edipo Re ed Edipo a Colono in lingua grecanica. Il progetto unisce tradizione e innovazione linguistica, ottenendo successo in Italia e in Europa. L’attore anticipa anche il nuovo lavoro su Pier Paolo Pasolini con I Turcs tal Friùl. “Cerchiamo di mantenere vive le braci della tragedia per comprendere il presente e affrontare il futuro con maggiore consapevolezza”, spiega Montervino, sottolineando il valore universale del teatro.
Intervista a cura di Mariangela Lampis
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