Francesco Abate: “Il 31 gennaio 2008 il trapianto che mi salvò la vita”
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Francesco Abate: il 31 gennaio è il suo secondo compleanno, 17 anni fa il trapianto di fegatoFrancesco Abate, Emanuele Dessì
Francesco Abate, giornalista e scrittore, ricorda insieme al direttore de L’Unione Sarda Emanuele Dessì, la sera che gli cambiò per sempre la vita: quella del 31 gennaio 2008. A causa di una malattia di cui soffriva da quando è nato, aveva urgente bisogno di un trapianto di fegato. I medici gli avevano dato sei mesi di vita, ma quell’intervento gli ha salvato la vita. Lo scrittore ha raccontato la sua esperienza in “Torpedone Trapiantati“, uno dei suoi libri.
Francesc Abate, scrittore e giornalista de L’Unione Sarda
31 gennaio 2008: il trapianto che cambiò la vita a Francesco Abate
Da quando entra nella lista d’attesa per i trapianti di fegato, Francesco doveva tenere con sé un telefono. Se il telefono avesse squillato, significava che c’era un fegato disponibile. Come racconta Emanuele Dessì, tutta la redazione si è gelata la sera in cui il telefono ha finalmente squillato. “Essere presenti in quel momento è stato emozionante”, dice. In seguito all’operazione di trapianto di Francesco, la direzione de L’Unione Sarda ha iniziato a sostenere la campagna per la donazione degli organi.
Donazione degli organi: dal lutto alla rinascita grazie al trapianto
Oggi, dopo 17 anni, Francesco Abate ricorda tutta la comunità dell’Associazione Sardi Trapiantati Prometeo, che per lui è una seconda famiglia. Ha reso omaggio alla comunità anche tramite il suo libro, dove ha anche raccontato il cambiamento che negli anni ha attraversato la sanità da questo punto di vista. Francesco sottolinea anche l’importanza di sostenere la donazione degli organi: anche se dietro ogni trapianto c’è un grande lutto, gli organi potranno essere la rinascita per chi ne ha bisogno.