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Maturità 2026 in Sardegna: più tensione per il nuovo esame

micMassimiliano Rais e Laura Stochinotoday17 Giugno 2026 30

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Maturità 2026 in Sardegna: Laura Stochino analizza paure, cambiamenti e nuove regole dell’esame

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    Maturità 2026 in Sardegna: più tensione per il nuovo esame Fabio Leoni

Domani oltre 12.000 studenti e studentesse della Sardegna affronteranno la prima prova dell’esame di maturità, uno dei momenti più significativi del percorso scolastico. L’attesa è alta tra i maturandi, chiamati a confrontarsi con un esame rinnovato e caratterizzato da importanti novità. Dal Convitto Nazionale di Cagliari, la docente Laura Stochino osserva da vicino le emozioni dei ragazzi. “Per tutti è un traguardo importante, un passaggio verso la vita adulta”, sottolinea l’insegnante, evidenziando come l’esame mantenga un forte valore simbolico nonostante le continue riforme.

Esami di maturità (Immagine simbolo)

Nuovo format e timori: cresce l’incertezza tra studenti e docenti

Secondo Laura Stochino, il nuovo assetto dell’esame di Stato ha aumentato il livello di tensione tra gli studenti, già alle prese con la pressione della prova finale. I cambiamenti introdotti hanno modificato il metodo di preparazione costruito negli ultimi anni. “I ragazzi sono impauriti perché il format precedente era ormai rodato e offriva maggiore sicurezza”, spiega. La docente evidenzia che il cambiamento in corsa ha costretto scuole e insegnanti a rivedere rapidamente strategie didattiche consolidate, creando inevitabili difficoltà organizzative e pedagogiche nel percorso di avvicinamento alla maturità.

Le nuove prove della maturità e le critiche sul ritorno alle discipline separate

La maturità 2026 prevede la tradizionale prima prova scritta di italiano, seguita dalla seconda prova d’indirizzo e, in alcuni percorsi sperimentali, da una terza prova scritta. Al colloquio orale gli studenti saranno valutati su quattro discipline specifiche. Per Stochino, questa impostazione rappresenta un passo indietro rispetto al recente approccio interdisciplinare. “Oggi siamo tornati alla divisione delle materie e lo considero un errore, perché significa guardare indietro invece che avanti”, afferma. Una posizione netta che riapre il dibattito sull’evoluzione del sistema scolastico italiano.

Intervista a cura di Massimiliano Rais

Caffè Corretto del 17-06-2026

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