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Freddie Mercury, il legame nascosto con l’opera che continua a incantare Fabio Leoni
Freddie Mercury resta un’icona assoluta per milioni di appassionati che continuano a celebrare la sua arte senza tempo. Per approfondire il suo rapporto con l’opera abbiamo intervistato Andrea Cigni, sovrintendente del Teatro Lirico di Cagliari, che conosce e vive quotidianamente la musica colta. “La sua voce sembrava quasi quella di un tenore, perché aveva una potenza e un’emissione davvero straordinarie”, afferma Cigni, sottolineando una qualità spesso riconosciuta anche dai professionisti dell’opera.

L’amore di Mercury per l’opera emerge chiaramente nelle sue collaborazioni e nelle sue scelte artistiche più iconiche. Cigni ricorda il celebre duetto con Montserrat Caballé, diventato simbolo dei Giochi Olimpici di Barcellona. “Freddie Mercury rimane un’icona per chiunque ami la musica, perché tutti sanno cosa ha fatto e quanto abbia influenzato il mondo intero”, sottolinea il sovrintendente. Il suo stile, unico e rivoluzionario, ha avvicinato milioni di persone al linguaggio della lirica.
L’universo creativo di Mercury non si limitava alla musica, ma attingeva profondamente anche al teatro e alla grande tradizione scenica. Cigni ricorda che “nei suoi video e nelle sue performance c’è sempre teatro, perché lui si ispirava moltissimo alla teatralità e persino a Marlene Dietrich”. Questo approccio scenico esaltava la sua identità artistica e lo rendeva un interprete capace di fondere rock, opera e immaginario cinematografico.

Il legame con l’opera emerge perfino nelle scelte più intime dell’artista, come la musica del suo funerale. “Nel Trovatore di Verdi ritrovo lo spirito libero e nomade di Mercury, sempre lontano dagli schemi precostituiti”, afferma Cigni, ricordando la sua affinità con il mondo verdiano. Guardando al futuro, il sovrintendente non esclude un omaggio dedicato a Mercury al Teatro Lirico di Cagliari, spiegando che “oggi la musica deve parlare a tutti, perché esistono brani contemporanei che possono essere considerati colti grazie alla loro ricchezza espressiva”.
Intervista a cura di Francesca Figus
Caffè Corretto del 24-11-2025
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