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Fuga dagli enti locali per i bassi stipendi: l’appello di Anci Sardegna Fabio Leoni
La fuga dei lavoratori dagli enti locali sardi è un problema sempre più grave. Negli ultimi anni, circa 2.000 dipendenti hanno lasciato i comuni per stipendi inferiori rispetto ad altre amministrazioni pubbliche, con differenze che variano dai 230 agli 833 euro in meno al mese. Daniela Falconi, Presidente di ANCI Sardegna e Sindaca di Fonni, sottolinea la necessità di una riforma strutturale per garantire stipendi adeguati e servizi efficienti ai cittadini.

“L’obiettivo principale del comparto unico è restituire dignità ai dipendenti degli enti locali“, afferma Falconi. Attualmente, i comuni, le province e le città metropolitane della Sardegna operano con circa 10.000 lavoratori, ma ne servirebbero almeno 2.000 in più per garantire una gestione efficiente. La Presidente sottolinea come la carenza di personale comprometta servizi fondamentali, come l’assistenza agli anziani, gli asili nido e l’erogazione di bonus per famiglie in difficoltà.

Oltre al comparto unico, Falconi evidenzia un’altra emergenza: il mancato adeguamento del fondo unico, indispensabile per coprire le spese dei comuni. “Se non viene aggiornato, rischiamo di non poter pagare nemmeno le cooperative sociali che forniscono servizi essenziali“, avverte. L’aumento dei costi, senza adeguati trasferimenti da regione e Stato, mette a rischio l’intero sistema.
I piccoli comuni, che rappresentano l’80% del totale in Sardegna, sono i più colpiti dalla crisi finanziaria. “Non ci servono bonus, ma servizi concreti che solo i comuni possono garantire“, dichiara Falconi. La gestione delle povertà varia da città a città, e senza adeguati fondi e autonomia decisionale, l’intero sistema rischia di collassare. ANCI Sardegna continuerà a lottare per ottenere risorse e garantire ai cittadini servizi adeguati.
Intervista a cura di Alessandra Carta
Caffè Corretto del 06-02-2025
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