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Marina Cafe Noir si apre a Elmas con una nuova rotta culturale Fabio Leoni
Il festival letterario Marina Cafe Noir inaugura la sua ventiquattresima edizione a Elmas, nella suggestiva laguna di Giliaquas, con una nuova direzione culturale. Giacomo Casti racconta: «Siamo prontissimi per il gran debutto in laguna in un momento di pace e beatitudine che speriamo si mantenga con questo cambiamento di rotta». L’edizione 2026 segna così l’avvio ufficiale del festival in una nuova sede naturalistica, confermando la volontà di rinnovamento artistico e territoriale.

Il programma del Marina Cafe Noir porta a Elmas ospiti internazionali come Maurizio De Giovanni, Francesca Mannocchi, Nathan Thrall, Chiara Tagliaferri e la scrittrice Adania Shibli. Giacomo Casti ribadisce: «Il festival mantiene da sempre attenzione particolare al mondo che ci circonda senza mai rinunciare al valore politico della letteratura contemporanea». Massimiliano evidenzia come la presenza di inviati di guerra e scrittori rafforzi il legame tra cronaca, cultura e consapevolezza globale nel contesto contemporaneo. Il festival si conferma così un punto di incontro tra letteratura e attualità internazionale, con forte attenzione alle trasformazioni sociali del presente.
Il festival richiama le sue radici nel noir mediterraneo, citando autori come Francesco Abate, Massimo Carlotto, Giorgio Todde e Luciano Marroccu, insieme a Marc Porcu e Michela Murgia. Giacomo Casti ricorda il contributo di Marc Porcu, definendo la sua eredità come costruzione di ponti mediterranei tra festival e comunità culturali internazionali. Giacomo Casti afferma: «Il mondo non è cambiato troppo in ventiquattro anni e il noir continua a essere uno strumento critico per leggere le trasformazioni globali». Il festival rinnova così la propria identità culturale, confermando la centralità del noir come lente narrativa per interpretare la complessità del presente globale.
Intervista a cura di Massimiliano Rais
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