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Caffè Corretto

Gennaio di pioggia record in Sardegna: scorte idriche al 72% e stop alla siccità

today4 Febbraio 2026 102

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Effetto ciclone Harry: pioggia decisiva per le riserve idriche della Sardegna

Il gennaio 2026 entra negli archivi  per quanto riguarda la pioggia in Sardegna. Dopo mesi di allarme e restrizioni, l’Isola può finalmente archiviare l’emergenza siccità, grazie a precipitazioni intense e continue che hanno riportato acqua nei bacini artificiali e garantito una riserva idrica senza precedenti recenti.

Pioggia (Pixabay)

L’effetto del ciclone Harry: danni sulle coste ma bacini pieni

Il ciclone Harry, che ha causato disagi e danni lungo le coste sarde, ha mostrato anche il suo lato positivo. Le piogge abbondanti che hanno accompagnato e seguito il fenomeno hanno contribuito in modo decisivo al riempimento degli invasi. In poche settimane, l’acqua caduta sull’Isola ha cambiato radicalmente lo scenario idrico regionale.

Scorte idriche quasi raddoppiate in un mese

I numeri confermano l’eccezionalità dell’evento. A fine dicembre le scorte idriche regionali si attestavano a 717 milioni di metri cubi, meno del 40% della capienza massima autorizzata, pari a 1.824 milioni di metri cubi. Al 31 gennaio, il volume complessivo ha raggiunto 1.313 milioni di metri cubi, ovvero il 72% della capienza totale. In pratica, in un solo mese, le riserve idriche della Sardegna sono quasi raddoppiate.

Il confronto con il 2025 e le previsioni per i prossimi mesi

Un anno fa, nello stesso periodo, la situazione era ben diversa. A gennaio 2025 le scorte si fermavano a 906 milioni di metri cubi, circa 400 milioni in meno rispetto ai dati attuali.
Le previsioni meteo indicano instabilità e piogge frequenti anche nelle prossime settimane. Questo rende probabile il raggiungimento, tra fine febbraio e marzo, di livelli prossimi o addirittura superiori al doppio delle scorte registrate a fine dicembre.

Invasi oltre i limiti e lo spettacolo di Monte Pranu

In diversi casi, gli invasi stanno raggiungendo o superando i limiti autorizzati, rendendo necessari gli scarichi di sicurezza. Particolarmente suggestivo lo scenario all’invaso di Monte Pranu, dove l’acqua in eccesso viene rilasciata offrendo uno spettacolo raro e simbolico dopo anni di bacini in sofferenza.

Stop alle restrizioni sull’uso dell’acqua

Le conseguenze pratiche sono immediate. Per il 2026, non si prevedono restrizioni sull’uso dell’acqua potabile e, con ogni probabilità, non verranno imposti limiti nemmeno all’irrigazione agricola. L’unica area che resta leggermente sotto la media regionale è la Nurra, dove i bacini registrano livelli inferiori di circa venti punti percentuali, ma il trend positivo e le piogge attese lasciano spazio all’ottimismo.

A cura di Emanuele Dessì – Direttore delle testate giornalistiche Gruppo Unione Sarda

Caffè Corretto del 04-02-2026

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