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Interviste

Golgota, il pittore cubano che ha scelto di vivere in Sardegna: “Qui non mi sento straniero”

today23 Luglio 2025 321 6

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Golgota: il progetto “Sardegna postmoderna” unisce arte contemporanea e storia nuragica

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    Golgota, il pittore cubano che ha scelto di vivere in Sardegna: “Qui non mi sento straniero” stage@radiolina.it

Golgota è un artista cubano che ha deciso di stabilirsi in Sardegna, dove ha trovato un legame profondo con l’isola. Vive qui da ottobre dello scorso anno, dopo aver trascorso due anni e mezzo in Italia. La sua scelta è legata anche alla presenza della moglie, Francesca Pisu, e del suo socio sardo originario di Sorgono, che lo ha aiutato a scoprire la terra e la cultura locali. Attraverso la sua arte, Golgota ha riconosciuto numerose affinità tra la Sardegna e Cuba, due isole apparentemente lontane, ma simili per energia, radici e profondità culturale. “Io non mi sento straniero qua”, afferma l’artista, sottolineando come si senta parte integrante del territorio.

Golgota – Pittore

La spiritualità nascosta dell’isola

L’artista è rimasto profondamente colpito dalla dimensione superiore della Sardegna, superando le sue aspettative iniziali. A suo avviso, i sardi stessi non si rendono conto della grandezza spirituale della loro isola. Golgota sostiene infatti: “il sardo non si rende conto di quanto grande è la spiritualità dell’isola”. Molti stranieri, al contrario, percepiscono la vera ricchezza dell’isola e la mostrano con chiarezza al mondo. Ha trovato conferma di ciò leggendo il libro “Sardegna e il mare” di D.H. Lawrence. La sua esperienza più profonda è stata all’interno di un nuraghe situato in Gallura. All’interno del nuraghe ha avvertito una presenza distinta, quasi un “fantasma”, che ha poi riprodotto nelle sue opere.

L’arte che incontra la storia sarda

Golgota sta lavorando a un progetto pittorico molto innovativo, che lui stesso definisce “Sardegna postmoderna”. Al principio, l’artista realizzava opere che rappresentavano i costumi tradizionali dell’uomo sardo. Dopo aver approfondito la cultura locale, ha pienamente compreso la straordinaria potenza della cultura sarda. Egli ha percepito una “assoluta presenza” delle persone che hanno abitato sull’isola da sempre. Questa profonda presenza riguarda persino il periodo Nuragico, non unicamente i sardi delle epoche più recenti. La sua nuova serie ritrae tutti i sardi vissuti qui, includendo i “fantasmi”, così definiti dall’artista, in bianco e nero. Una delle sue opere simboleggia un incontro con i guerrieri di Mont’e Prama, rappresentando l’unità sarda antica.

Golgota negli studi di Radiolina con Giulio Zasso e Michele Ruffi

L’umanità che colpisce l’anima

Pur trovando molte somiglianze tra Cagliari e L’Avana, come l’atmosfera o il colore, una differenza lo sorprende molto. Ha ammesso con stupore: “l’unica particolarità che a me molte volte mi sorprende qua è che tutti parlano un’altra lingua” rispetto all’isola di Cuba. Tuttavia, ciò che più lo ha colpito profondamente in Sardegna è stata l’umanità del popolo sardo. Giunto per la prima volta nella località di Sorgono, ha subito scoperto la bellezza dell’anima sarda. Ha descritto l’ “umiltà” e la “bellezza dell’anima sarda” come le sue impressioni più forti. Golgota prevede di realizzare circa dieci nuove opere per il suo progetto “Sardegna postmoderna” e successivamente una mostra.

Intervista a cura di Giulio Zasso e Michele Ruffi
La Strambata del 23-07-2025

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