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Ep. 06 – Grazia Deledda, la modernità dimenticata: Dino Manca rilancia il Nobel sardo Francesca Figus, Francesco Abate e Dino Manca
Nel salotto culturale “Unione Cult” dell’Unione Sarda, Francesco Abate e Francesca Figus hanno ospitato il professor Dino Manca per parlare di Grazia Deledda. La puntata ha acceso i riflettori sul centenario del Premio Nobel e sulla visita del Presidente Sergio Mattarella a Nuoro. Al centro del dialogo, la modernità della scrittrice e il suo ruolo nella letteratura italiana. Un confronto intenso, capace di unire approfondimento storico, riflessione critica e impegno civile.

“Era talmente potente che possiamo considerarla la più grande scrittrice italiana e una delle maggiori in Europa”, ha dichiarato Dino Manca durante l’intervista. Parole nette che ribaltano una tradizione critica spesso riduttiva nei confronti di Grazia Deledda. Nonostante sia stata la prima e unica donna italiana a vincere il Nobel per la Letteratura, resta marginale nei manuali scolastici. Secondo Manca, questa esclusione rappresenta una questione culturale e politica ancora irrisolta.
Il professore interverrà al Teatro Eliseo di Nuoro in occasione della visita del Capo dello Stato, celebrando ufficialmente i cent’anni dal Nobel. L’evento nasce grazie al lavoro dell’ISRE e alla fondazione del Centro Studi Grazia Deledda. Manca ha espresso gratitudine per l’onore concesso alla città e alla Sardegna intera. Durante il suo intervento offrirà una lettura personale dell’opera deleddiana, ponendo l’accento sulla sua sorprendente attualità.
Per lungo tempo Grazia Deledda è stata considerata una scrittrice folklorica e antimoderna, confinata in una dimensione periferica rispetto al canone italiano. Gli studi più recenti hanno però restituito un’immagine differente e innovativa della sua produzione letteraria. “Fu moderna per la sua straordinaria capacità di autodeterminarsi come donna e come scrittrice”, ha sottolineato Manca. Già a diciannove anni dichiarava di voler creare una letteratura unicamente sarda, mostrando un’ambizione straordinaria.

Il Nobel assegnato a Grazia Deledda nel 1926 venne consegnato il 10 dicembre 1927, dopo indiscrezioni circolate nei mesi precedenti. Era candidata fin dal 1913 e nel 1918 perse per un solo voto. In quell’edizione figuravano anche Pascarella e Ada Negri, sostenuti da importanti ambienti culturali e politici. In quel contesto complesso, la vittoria della scrittrice nuorese assunse un valore storico straordinario per la letteratura italiana.
Secondo Dino Manca, l’assenza di Grazia Deledda dai programmi scolastici dipende anche dalla marginalizzazione della Sardegna nella narrazione nazionale. “Sì, perché è una donna, ma soprattutto perché è una donna sarda”, ha affermato con chiarezza. La scrittrice rappresenta un sistema culturale e linguistico altro rispetto al modello toscanocentrico dominante. Comprendere la sua opera significa conoscere la Sardegna profonda, con il suo patrimonio linguistico e antropologico unico.
Unione Cult è disponibile anche su Spotify. È sufficiente cliccare sulla banda qui sotto per ascoltare la puntata direttamente in piattaforma.
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