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Guerra e rincari, famiglie italiane sotto pressione: fino a 950 euro in più all’anno Francesca Figus e Alessio Moro
La guerra e rincari stanno incidendo rapidamente sull’economia reale, colpendo direttamente il potere d’acquisto delle famiglie italiane e generando forte preoccupazione tra consumatori e imprese. L’economista Alessio Moro spiega che l’incertezza internazionale modifica subito i contratti economici, soprattutto quelli assicurativi e logistici, anticipando possibili scenari negativi. “L’incertezza sull’esito della guerra fa già cambiare alcuni contratti, perché le aziende si premuniscono rispetto allo scenario peggiore possibile”, afferma Moro. Questa dinamica porta a rincari generalizzati, che secondo alcune stime possono arrivare fino a 950 euro annui per famiglia.

L’aumento dei prezzi non riguarda solo energia e carburanti, ma si estende rapidamente ai beni di consumo quotidiani, anche a causa del trasporto su gomma molto diffuso in Italia. In questo contesto emergono anche comportamenti speculativi da parte di alcuni produttori, che approfittano del clima inflazionistico per alzare ulteriormente i prezzi. “In queste situazioni di grande incertezza c’è sempre chi tira su i prezzi, sapendo che il contesto inflattivo lo consente”, sottolinea Moro. Per i consumatori diventa quindi difficile difendersi, se non limitando gli acquisti non essenziali e adattando le proprie abitudini di spesa.
Un altro effetto significativo della guerra e rincari riguarda il costo del credito, con particolare impatto sui mutui a tasso variabile che stanno registrando aumenti immediati delle rate mensili. Questo fenomeno è legato all’incremento dell’Euribor, influenzato dalle aspettative dei mercati finanziari e dalle decisioni delle banche. “Chi ha un mutuo a tasso variabile sta già vedendo la rata aumentare, ma questi effetti potrebbero essere temporanei”, evidenzia Moro. Tuttavia, la durata della crisi internazionale sarà determinante per capire se l’impatto resterà limitato o diventerà strutturale nel tempo.
Intervista a cura di Francesca Figus
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