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Guerra in Medio Oriente: le voci dei sardi bloccati a Dubai e Doha

today3 Marzo 2026 69

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Le voci dei sardi bloccati in Qatar dalla guerra

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    Guerra in Medio Oriente: le voci dei sardi bloccati a Dubai e Doha Giuseppe Valdes

La guerra in Medio Oriente sta avendo conseguenze dirette sui cittadini italiani all’estero, in particolare su diversi sardi rimasti bloccati tra Doha, Dubai e Abu Dhabi. Gli aeroporti risultano completamente chiusi, con lo spazio aereo interdetto e tutti i voli cancellati.

Immagine generata con l’utilizzo dell’intelligenza artificiale

Spazio aereo chiuso tra Qatar ed Emirati

A raccontare la situazione è Maurizio Olandi, giornalista del TG di Videolina, che in queste ore ha raccolto le testimonianze di lavoratori e turisti sardi bloccati nel Golfo Persico. I tabelloni delle partenze mostrano una sequenza continua di cancellazioni: nessun aereo in decollo, traffico azzerato, massima allerta per missili e droni.

La Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale ha attivato una task force dedicata per monitorare l’emergenza e assistere i connazionali. In alcuni casi, grazie al coordinamento con la Farnesina, gruppi di italiani sono stati trasferiti verso l’Oman per poter rientrare in sicurezza attraverso l’aeroporto di Muscat. Una soluzione complessa, ma al momento tra le poche praticabili.

La comunità iraniana in Sardegna

Il conflitto colpisce anche chi vive lontano dal fronte. Amin Camamei, chimico iraniano residente da anni in Sardegna, ha espresso profonda preoccupazione e dolore per quanto sta accadendo in Iran. Secondo lui, il momento cruciale per un cambiamento sarebbe stato quello delle proteste interne legate al movimento “Donna, Vita, Libertà”.

Camamei sottolinea come quel movimento avrebbe potuto rappresentare una svolta meno violenta e più democratica per l’Iran, evitando l’attuale escalation militare. Le sue parole evidenziano una ferita aperta: migliaia di vittime, repressioni durissime e un futuro ancora incerto.

Il Golfo Persico, negli ultimi dieci anni, è diventato non solo un hub strategico energetico e finanziario, ma anche una destinazione lavorativa e turistica per molti italiani. Oggi però l’area è paralizzata dalla tensione militare.

Le testimonianze dei sardi bloccati dalla guerra

Le testimonianze raccolte raccontano una quotidianità stravolta. Armando De Montis, tecnico nel settore petrolifero impiegato in Qatar, descrive una situazione di allerta costante: droni e missili intercettati dall’aviazione qatariota, esplosioni in lontananza e indicazioni precise a rimanere al riparo.

Molti residenti vivono lungo la traiettoria dei missili diretti verso basi militari statunitensi presenti nell’area. Le scuole operano da remoto, gli uffici pubblici hanno ridotto le attività, ai lavoratori del settore privato è richiesto di limitare gli spostamenti e restare lontani dalle finestre.

Emma Medda, giovane sarda bloccata a Doha, racconta notti segnate da boati e messaggi di allerta missili. “Ci siamo radunati nel garage per sicurezza”, spiega, descrivendo una situazione che appare momentaneamente sotto controllo ma ancora estremamente delicata.

Secondo dati ufficiali diffusi dalle autorità degli Emirati Arabi Uniti, in un solo giorno sarebbero stati lanciati oltre cento missili verso il territorio, con la maggior parte intercettata, oltre a centinaia di droni neutralizzati. Numeri che confermano una realtà di forte instabilità e rischio concreto.

La crisi nel Golfo dimostra come il conflitto in Medio Oriente abbia impatti immediati su lavoratori, famiglie e comunità italiane all’estero. Tra aeroporti chiusi, voli cancellati e cieli sorvegliati dai sistemi di difesa, per molti sardi il rientro resta un’incognita. E l’emergenza, al momento, non sembra vicina a una soluzione definitiva.

La Strambata del 03-03-2026

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