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“Ho ucciso Cinzia Pinna”. Ragnedda cede e confessa cosa è successo quella notte Paola Pilia e Andrea Busia
La notizia del femminicidio di Cinzia Pinna rimane con forza in primo piano sui quotidiani regionali e trova tantissimo spazio anche sulla stampa a livello nazionale. Il giornalista de L’Unione Sarda, Andrea Busia, ha raccontato molto bene questa drammatica vicenda per L’Unione Sarda, fornendo dettagli importanti. Busia ha chiarito elementi già noti, ma ha anche sottolineato tutti gli aspetti della vicenda che devono ancora essere definiti dalle autorità. È ormai accertato, Emanuele Ragnedda, 41 anni, imprenditore di Arzachena, ha ammesso le sue responsabilità, parlando a lungo con i magistrati che seguono le indagini. L’imprenditore ha spiegato molti dettagli, confessando di avere ucciso Cinzia Pinna e indicando il punto esatto in cui è stato occultato il cadavere.

Il lavoro del cronista risulta molto difficile in questi casi, poiché, sebbene molti elementi siano chiari, altri importanti aspetti sono ancora da definire con precisione. Il tema centrale di queste ore riguarda l’esatta ricostruzione di cosa sia successo a Conca Entosa, nella notte tra l’11 e il 12 settembre. I quotidiani regionali stanno ipotizzando che, dopo una serata passata insieme, la situazione sia degenerata a causa di un violento litigio scoppiato tra Ragnedda e la vittima. Le ragioni dell’accaduto sono tutt’ora ignote.

A quanto emerso dagli atti, la causa della morte sembrerebbe essere un colpo di arma da fuoco. Attualmente gli investigatori stanno indagando su quali possano essere le cause che hanno portato a questo triste epilogo. Oltretutto, bisogna comprendere se Ragnedda girasse abitualmente armato e se le sue armi fossero state regolarmente denunciate e detenute, come si ipotizza.
Si rimane in attesa di aggiornamenti. Nelle prossime ore verranno comunicati gli sviluppi relativi al riconoscimento della salma della vittima.
Inoltre, un momento cruciale sarà la convalida dell’arresto di Ragnedda, permettendo così di leggere il capo di imputazione. Il GIP dovrà sentire Ragnedda al più presto. In questo momento il viticoltore è stato posto sotto custodia cautelare in carcere in attesa della convalida del fermo da parte del giudice.
Intervista a cura di Paola Pilia
Caffè Corretto del 25-09-2025
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