play_arrow
I cambiamenti climatici influiscono sulle scelte degli italiani stage@radiolina.it
Gli italiani sono molto più preoccupati per le conseguenze del riscaldamento climatico e per il futuro economico del proprio paese rispetto ad altri cittadini europei. Ed è anche per queste ragioni che hanno meno figli o rinunciano ad averne. A offrire questa chiave di lettura è una ricerca contenuta nel “Rapporto giovani 2024” dell’Istituto Giuseppe Toniolo, “Il rischio climatico e l’impatto sulle intenzioni di fecondità”, a cura di Irene Frageri, Francesca Luppi e Francesca Zanasi, nella quale si è cercato di aggiungere nuovi tasselli al complicato puzzle della denatalità. Proprio la Frageri – docente dipartimento di Scienze Statistiche “Paolo Fortunati” presso l’Università di Bologna – a Radiolina ha parlato di tutto questo, evidenziando diversi aspetti fondamentali.

La novità di questo lavoro riguarda proprio l’analisi della questione climatica come un ulteriore fattore di incertezza tra i molti che negli anni si sono sovrapposti fino a rendere la prospettiva della famiglia solo una delle varie possibilità di autorealizzazione individuale. Ma l’aspetto forse più interessante è legato al ruolo che la narrazione prevalente in un Paese riesce ad avere sulla percezione del futuro che matura nei giovani, fino a condizionarne le scelte familiari. Da qualche anno si parla di “eco-ansia”, una inquietudine riguardante il cambiamento climatico. Questo studio individua due connotazioni che possono influire sulla scelta di diventare genitori, cioè la paura per il futuro che vivrà un potenziale figlio o figlia in un mondo impattato dai cambiamenti climatici. Per esempio, che impatto ambientale avrebbe fare un figlio?
Ciò che emerge dallo studio – campione tra i 25 ed i 34 anni – è che, all’interno della finestra di quelli che non vogliono figli, il 58% di essi dichiara che la scelta è data dalla troppa preoccupazione verso il cambiamento climatico. Mentre, l’altra motivazione – ovvero preoccupazione su quale impatto ambientale avrebbe mettere alla nascita un bambino – si attesta intorno al 40%. Un dato interessante è che, in tutti i paesi osservati, le preoccupazioni sono più diffuse su chi ha dichiarato di aver vissuto in prima persona un disastro ambientale legato al cambiamento climatico. Per i giovani, attualmente, è molto difficile immaginare un futuro. Si studia, ci si laurea ma la collocazione futura è incerta. Dunque, dal punto di vista economico, non è facile pensare alla creazione di una famiglia (raggiungere una stabilità sembrerebbe molto complicato).
Intervista a cura di Massimiliano Rais
La Strambata del 09-05-2024