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Il modello sardo del benessere: bilancio positivo per le Longevity Weeks in Costa Smeralda Cristian Asara, Giulio Zasso
La Costa Smeralda archivia l’edizione 2026 delle Longevity Weeks con una partecipazione di circa 2.500 presenze. L’iniziativa, promossa dal Consorzio Costa Smeralda insieme a Smeralda Holding e con il patrocinio del Comune di Arzachena, ha trasformato la celebre località gallurese in un centro di confronto aperto su salute, buone pratiche quotidiane e prevenzione.
Tra gli appuntamenti principali delle due settimane c’è stata la partecipazione del fotografo Steve McCurry, premiato con il Longevity Award Costa Smeralda 2026, che ha presentato una serie di scatti dedicati ai paesaggi e ai volti della Gallura. L’obiettivo della manifestazione è consolidare un’offerta turistica di qualità anche nei mesi di primavera e autunno, valorizzando l’ambiente naturale dell’isola per destagionalizzare i flussi.

Oltre 650 atleti e appassionati hanno animato le prove all’aperto, dalle sfide nella Beach Arena alle camminate mindfulness fino alla Terra Mare Cup, gara che unisce nuoto in acque libere e corsa su sentiero. L’esercizio all’aria aperta si conferma uno dei pilastri irrinunciabili per mantenersi in salute nel tempo.
Il cibo locale e la cura delle campagne rappresentano il punto di partenza per ogni scelta legata al benessere. Secondo Marco Locci, direttore di Coldiretti Nord Sardegna, serve un’alleanza stretta tra chi consuma e chi coltiva la terra. Il lavoro degli agricoltori garantisce la presenza di prodotti freschi a chilometro zero, permettendo ai cittadini di scegliere un’alimentazione sana che protegge la vita futura.
Su questo fronte opera anche il distretto biologico regionale Sardegna Bio. Il presidente Andrea Campurra ha illustrato l’impegno per portare materie prime biologiche e sane nelle case e nelle mense pubbliche e private. Dopo aver chiuso le filiere per l’agnello di Sardegna IGP e per i bovini biologici, il prossimo traguardo riguarderà il settore avicolo, così da ampliare l’offerta di carne controllata.
La ricerca del vivere bene passa pure dalla riscoperta di tecniche antiche. Mauro Monaco, presidente di Slow Food Gallura, ha presentato il progetto condotto con l’agenzia regionale Agris sull’allevamento al pascolo naturale con metodo grass-fed. Gli animali crescono nutrendosi solo di erba e fieno nei pascoli polifiti. Questo sistema produce una carne con un valore nutrizionale superiore, più ricca di vitamine e acidi grassi polinsaturi, sostenendo al contempo la biodiversità e il lavoro degli allevatori sul territorio.
Accanto all’allevamento c’è il recupero dei cereali storici. Diego Di Niglio, membro del direttivo di Slow Food Gallura e titolare della Tenuta Coda di Lupo ad Arzachena, ha spiegato il valore di grani tradizionali come il frumento tenero Cossu, tipico della cultura degli stazzi galluresi. Unito all’uso della tradizionale pasta madre, la cosiddetta madriga, questo grano permette di ottenere pani molto più digeribili, aromatici e a lunga conservazione, confermando come le radici rurali dell’isola custodiscano le basi del vivere a lungo.
A cura di Cristian Asara
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