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Il Sud Sardegna celebra l’agricoltura sostenibile: Il BioFestival arriva per la prima volta in Italia

today25 Settembre 2025 85

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Un evento unico nel Sulcis: tre giorni dedicati all’economia sostenibile al BioFestival

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    Il Sud Sardegna celebra l’agricoltura sostenibile: Il BioFestival arriva per la prima volta in Italia Paola Pilia ed Ignazio Cirronis

Il Biodistretto Sud Sardegna sta organizzando in questi giorni un evento innovativo, denominato ufficialmente BioFestival. Questa celebrazione rappresenta una manifestazione unica nel suo genere, svolgendosi per la prima volta in assoluto sul territorio nazionale italiano. L’iniziativa coinvolge l’arcipelago del Sulcis, toccando i comuni di Sant’Antioco, Carloforte e Calasetta, tutti facenti parte della provincia storica di Cagliari. L’obiettivo principale è mettere in mostra l’intera economia sostenibile della regione e non esclusivamente la dimensione dell’agricoltura biologica. Tre giorni di festa è giusto dirlo perché è tutta l’economia sostenibile, non solo l’agricoltura biologica che si prepara a questo evento ha dichiarato il presidente di Copagri Sardegna Ignazio Cirronis, evidenziando la vasta portata dell’evento. Durante questi tre giorni, i produttori animeranno un “biovillaggio” mentre si svolgeranno importanti convegni sui temi centrali del settore sostenibile.

Agroalimentare Bio

Regole europee e certificazione indipendente

Affinché l’agricoltura sia formalmente definita biologica, essa deve seguire rigorosamente un regolamento stabilito e uniforme in tutta l’Unione Europea. È fondamentale che l’azienda produttrice ottenga la certificazione da parte di un organismo totalmente indipendente e ufficialmente riconosciuto. Tale attestazione permette poi di apporre il noto bollino verde, la fogliolina, su tutti i prodotti che sono stati certificati come biologici. Le normative vietano l’utilizzo di prodotti derivanti dalla sintesi chimica, inclusi pesticidi, ormoni, concimi chimici e anche tutti i diserbanti. Deve rispettare le regole tra le quali c’è quella di non utilizzare prodotti di sintesi chimica, quindi né pesticidi, né concimi né diserbanti, né ormoni” ha ribadito Cirronis, sottolineando l’importanza di questi rigorosi divieti. Per la produzione, si ricorre invece a mezzi tecnici come quelli organici, minerali, naturali, o alla efficace lotta biologica tra insetti.

I controlli durante la produzione e il biovillaggio

Un aspetto molto interessante per i consumatori è la modalità con cui vengono effettivamente eseguiti i controlli sulle aziende agricole certificate biologiche. Tali verifiche sono eseguite direttamente durante l’intera attività di produzione e anche nella successiva fase di trasformazione dei prodotti. Questo sistema si differenzia nettamente da quello non biologico, dove la verifica è spesso limitata alla merce esposta sullo scaffale di vendita alla fine della filiera. L’evento comprende il “biovillaggio” con i produttori locali e convegni su turismo esperienziale, energie rinnovabili e la possibilità di costruire in modo sano e pulito. “Si va proprio in azienda a fare i controlli, come si lega col turismo” ha specificato Cirronis, evidenziando il rigore e la trasparenza di tutto il processo produttivo biologico.

IGNAZIO CIRRONIS Presidente BioDistretto Sud Sardegna e Arcipelago del Sulcis (foto Concessa)

Il biologico come elisir di lunga vita

Il Biodistretto sta attivamente coinvolgendo i visitatori per far conoscere le aziende, le metodologie produttive e i prodotti artigianali della zona. Questa strategia mira anche a valorizzare la naturale e specifica vocazione ambientale e naturalistica dell’intera isola sarda, portando i turisti nelle aziende. Stiamo parlando in generale anche della ricerca fondamentale dell’elisir di lunga vita, argomento strettamente connesso alle abitudini alimentari locali e alla salute. Esiste una forte e chiara correlazione, come stiamo imparando dai nostri numerosi centenari, tra l’alimentazione biologica e la longevità. Se c’è una cosa che stiamo imparando dai nostri centenari che mangiavano biologico è sicuramente che mangiavano a kilometro zero ha concluso Cirronis, collegando chiaramente la tradizione sarda alla sostenibilità e alla qualità della vita.

Intervista a cura di  Paola Pilia
Caffè Corretto del 25-09-2025

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