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“In te” a Cagliari: il teatro che trasforma la memoria in dichiarazione d’amore Fabio Leoni
Il teatro contemporaneo a Cagliari si arricchisce con lo spettacolo “In te”, scritto e diretto da Sara Balistreri, in scena al Teatro Adriano il 24 maggio alle 19:00. Il progetto nasce come racconto autobiografico e riflessione sulla malattia che cancella la memoria, trasformando relazioni familiari e identità affettive profonde. Sara Balistreri racconta: «esperienza personale molto profonda» e aggiunge il bisogno di «assistere un genitore» che perde contatto con la realtà quotidiana. Lo spettacolo punta a coinvolgere il pubblico di Cagliari attraverso un linguaggio intimo che trasforma il dolore in condivisione emotiva e consapevolezza.

Il lavoro drammaturgico si sviluppa da un vissuto personale che l’autrice definisce «esperienza personale molto profonda», trasformato in scrittura scenica condivisa. Al centro emerge il «capovolgimento dei ruoli», dove i figli diventano caregiver, tra «tenerezza» e bisogno di «riconoscersi» nella fragilità. Il testo sarà presentato al Teatro Adriano davanti a un pubblico chiamato a riflettere sulle dinamiche familiari e sulla memoria che svanisce. Secondo Sara Balistreri, il teatro permette anche «contatto autentico» e una narrazione che supera la sofferenza individuale rendendola esperienza collettiva e condivisa.
La narrazione affronta la perdita della memoria e l’isolamento delle famiglie, tema che l’autrice descrive come «tenerezza e riconoscersi» nei momenti più difficili. Il racconto evidenzia il «capovolgimento dei ruoli», quando il figlio diventa guida e sostegno emotivo per il genitore fragile nella quotidianità domestica. Sara Balistreri sottolinea anche «ironia involontaria», «dolcezza improvvisa» e «contatto autentico» come elementi narrativi fondamentali che emergono sulla scena teatrale. Per l’artista, lo spettacolo rappresenta una forma di elaborazione emotiva, definita «È una dichiarazione d’amore», rivolta anche al pubblico e alla memoria familiare condivisa.
Intervista a cura di Massimiliano Rais
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