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Invecchiamento e mente: la psicologa Francesca Basile spiega perché lasciare andare rallenta il tempo Francesca Figus e Francesca Basile
L’invecchiamento non dipende solo dalla genetica o dai trattamenti estetici, ma anche da fattori psicologici che incidono profondamente sul nostro benessere quotidiano. La psicologa Francesca Basile evidenzia come le ricerche più recenti mostrino un legame diretto tra mente e segni del tempo. “Quelli che potremmo chiamare pesi invisibili sono dei veri e propri acceleratori dell’invecchiamento”, afferma l’esperta, sottolineando il ruolo di emozioni negative e irrisolte. Accumulare rancori, delusioni e ingiustizie nel tempo influisce non solo sull’equilibrio emotivo, ma anche sull’aspetto fisico e sulla qualità della vita.

Il rapporto tra memoria e corpo è più profondo di quanto si pensi, poiché il cervello non distingue chiaramente tra passato e presente quando riviviamo esperienze negative. Questo meccanismo biologico genera reazioni fisiche immediate, anche a distanza di anni dagli eventi vissuti. “Per la mia biologia quel torto non appartiene al passato, ma sta accadendo proprio in questo momento”, spiega Francesca Basile, chiarendo come lo stress riattivato influisca sulle cellule. La continua rievocazione impedisce una corretta rigenerazione cellulare, mantenendo il corpo in uno stato di allerta che accelera il processo di invecchiamento.
Lasciare andare non significa dimenticare o giustificare chi ha causato dolore, ma rappresenta un processo interiore complesso e necessario per il benessere psicofisico. Molte persone faticano ad accettare questa prospettiva perché temono di perdere il diritto al proprio risentimento. “Lasciare andare implica il perdono, ma non significa tornare amici di chi ci ha ferito”, precisa Francesca Basile, chiarendo un concetto spesso frainteso. Il perdono diventa quindi uno strumento personale di liberazione emotiva, capace di alleggerire la mente e contribuire a un invecchiamento più sereno e consapevole.
Intervista a cura di Francesca Figus
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