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Iran e strategia Usa: la rivolta e il rischio di un Medio Oriente fuori controllo Egidiangela Sechi, Massimo Crivelli
Le proteste in Iran rappresentano la più vasta rivolta degli ultimi anni, con manifestazioni in oltre 190 città e una repressione che ha già causato migliaia di vittime. Massimo Crivelli afferma: “In Iran un intervento militare scatenerebbe reazioni imprevedibili in tutto il Medio Oriente, rendendo quasi impossibile immaginare una transizione politica ordinata”.

Secondo Crivelli, la reazione prudente degli Stati Uniti deriva da profonde differenze geopolitiche rispetto ad altri scenari di crisi come il Venezuela. “Il Venezuela rientra nella Dottrina Monroe ed è considerato dagli Stati Uniti una sorta di cortile di casa, mentre l’Iran è un nodo esplosivo per l’intero equilibrio regionale”, spiega.
Dal 1979 l’Iran è governato da un regime fondamentalista che ha represso sistematicamente le libertà civili, colpendo duramente la popolazione. Crivelli sottolinea: “Circolano nomi alternativi come quello di un discendente dello Scià, ma non esiste oggi una figura credibile né per l’Occidente né per gli iraniani”. La possibile presenza di una portaerei americana nel Medio Oriente viene letta come segnale di deterrenza più che di attacco diretto. “Trump sta cercando di scardinare l’ordine mondiale nato dopo la Seconda Guerra Mondiale, usando minacce, dazi e pressione militare”, conclude Crivelli.
A cura di Egidiangela Sechi
La Strambata del 19-01-2026
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