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La Francia non ha rubato la Gioconda: la vera storia Enzo Asuni
Molti italiani sono convinti che la Gioconda sia stata rubata dai francesi ma in realtà sarebbero stati proprio gli italiani a venderla. Ecco sa non sappiamo. Quante volte ci è capitato di dire “La Gioconda è nostra”? Tante, anche troppe. In realtà l’opera è stata regolarmente acquistata dal sovrano Francesco I tra il 1518-1519. La storia del furto è una bufala, un’invenzione, oggi la annovereremmo tra le fake news.
Geopop ha dedicato un video e un articolo alla storia della Monna Lisa. Partiamo dal 1500, siamo in pieno Rinascimento e Firenze era nel pieno della fioritura per quanto riguarda arte e cultura. Uno dei personaggi più noti del periodo è proprio Leonardo Da Vinci: pittore, scultore, anatomista, inventore, scrittore, urbanista. Se siamo abituati a pensare che gli artisti diventino famosi post portem sappiate che Leonardo era famoso già all’epoca per realizzare dei dipinti su commissione.

Arriviamo al 1503 quando Francesco del Giocondo commissionò al Da Vinci una ritratto di sua moglie Lisa Gherardini. Il nome dell’uomo racchiude la parola “Giocondo” e lei si chiama Lisa. Monna significa “Signora”, quindi Monna Lisa significa “Signora Lisa”, nota anche come Gioconda in quanto moglie di Giocondo. Pare che per finire l’opera ci vollero ben quattro anni, per lo meno a realizzare un’opera più o meno compiuta perché nel frattempo si occupa di tanto altro ma, non soddisfatto, decide di perfezionarla per altre 6 volte. Il risultato che conosciamo risale al 1513. Giusto per dire: il Giocondo non ha mai ricevuto la Gioconda.
Nel 1516 Leonardo si trasferisce in Francia come “primo pittore, ingegnere e architetto del re”. Il sovrano era Francesco I. Ce lo dice anche la testimonianza del segretario del cardinale Luigi d’Aragona che vide la Monna Lisa nel castello nel mese di ottobre del 1917. Leonardo Da vinci muore il 2 maggio del 1519 e qui si apre lo scenario della vendita. In realtà gli scenari sono due. Secondo alcuni studiosi aveva già venduto il quadro al sovrano nel 18 per 4000 scudi d’oro. Secondo altri studiosi sarebbe stato venduto da Gian Giacomo Caprotti, allievo del Da Vinci dopo la sua morte. Sia nel primo che nel secondo caso, dal momento della vendita, la Francia possiede la Gioconda in maniera regolare.

Il quadro arriva al Louvre nel 1665 e poi a Versailles nella galleria privata di Luigi XIV sino al 1797 quando tornò proprio nel museo durante la rivoluzione francese. A Napoleone piacque così tanto che lo fece esporre nella stanza della moglie Josephine. Nessun furto dunque ma Napoleone portò via dall’Italia numerose opere e questo farebbe desumere i meno informati, che la Gioconda, essendo di Leonardo, potesse essere una di quelle.
L’unico a rubare la Gioconda fu un italiano di nome Vincenzo Peruggia nel 1911. Faceva l’imbianchino nel noto museo parigini. Decise di rubarlo per farsi un po’ di soldini anche per patriottismo. Lui stesso credeva che fosse stato rubato da Napoleone: dichiarandolo pubblicamente si diede il via a una delle bufale più grandi di sempre. Il furto ebbe infatti una grandissima risonanza mediatica. Al tempo furono accusati del furto anche Pablo Picasso e il Poeta Apollinaire. Fu ritrovato solo due anni dopo quando provò a vendere l’opera agli Uffizi. Dopo un periodo di esposizione in Italia tornò a Parigi.
A cura di Enzo Asuni, social media manager del Gruppo L’Unione Sarda.