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La Grecia va controtendenza e sceglie la settimana lavorativa di sei giorni Cristian Asara
Questa decisione, volta a fronteggiare la crisi di manodopera, prevede un incentivo economico: chi accetta di lavorare il sesto giorno riceverà un aumento del 40% sullo stipendio giornaliero.
La misura, che non è obbligatoria, si applica a tutti i settori tranne quello del turismo, dove la settimana lavorativa di cinque giorni è già stata abolita. L’obiettivo del governo è ridurre il lavoro nero, incentivando gli straordinari regolari.
La proposta ha sollevato forti critiche da parte dei sindacati e degli esperti di sicurezza sul lavoro. I sindacati temono che i datori di lavoro possano costringere i dipendenti ad accettare la settimana lavorativa più lunga, sfruttando l’aumento salariale come alternativa più economica agli straordinari o all’assunzione di nuovo personale.
Inoltre, gli esperti mettono in guardia sui rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori. La Grecia ha già la settimana lavorativa più lunga in Europa, con una media di 39,4 ore settimanali. Un ulteriore aumento delle ore lavorative potrebbe aggravare la situazione, esponendo i lavoratori a maggiori pericoli.
Secondo i sindacati, la carenza di manodopera è principalmente dovuta ai bassi salari, non alla mancanza di disponibilità dei lavoratori. Un salario minimo mensile di 830 euro, il secondo più basso in Europa, non incentiva l’ingresso nel mercato del lavoro.
La nuova misura, quindi, sembra affrontare il problema della carenza di manodopera in modo superficiale, senza considerare le cause profonde e i potenziali rischi per i lavoratori.
Radio Smeralda, puntata del 27 giugno 2024.