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La storia di Alex: l’intelligenza artificiale batte 17 medici

today18 Febbraio 2025 160

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Il caso di Alex: ChatGPT svela la diagnosi che 17 medici non avevano trovato

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    La storia di Alex: l’intelligenza artificiale batte 17 medici Nicola Scano

Negli ultimi anni, numerosi studi hanno evidenziato come l’Intelligenza Artificiale (IA) possa superare i medici in carne e ossa nella diagnosi delle malattie. Questo tema ha scatenato un acceso dibattito, ulteriormente alimentato da un recente post su Instagram di Matteo Bassetti, direttore delle Malattie infettive dell’ospedale policlinico San Martino di Genova.

ChatGPT

Il caso di Alex: ChatGPT individua la diagnosi corretta

Bassetti ha raccontato la storia di Alex, un bambino che ha sofferto per tre anni di dolore cronico senza che nessuno riuscisse a individuarne la causa. Dopo aver consultato 17 specialisti senza successo, la madre ha deciso di inserire i sintomi e i dati della risonanza magnetica in ChatGPT. L’IA ha suggerito una diagnosi: sindrome del midollo ancorato, una rara condizione neurologica. Dopo aver portato l’ipotesi a un neurochirurgo, la diagnosi è stata confermata e il bambino è stato operato con successo.

Bassetti ha sottolineato come la tecnologia possa affiancare i medici nel percorso di diagnosi e cura, rendendo essenziale che la comunità medico-scientifica impari a utilizzare questi strumenti in modo efficace.

ChatGPT supera i medici nei test diagnostici

Un recente studio dell’Università di Stanford, pubblicato su JAMA Network Open, ha coinvolto 50 medici per valutare l’accuratezza diagnostica dell’IA. I risultati hanno mostrato che ChatGPT-4 ha ottenuto un punteggio medio del 90%, contro il 76% dei medici che hanno usato l’IA e il 74% di quelli che non l’hanno utilizzata.

Tuttavia, sono emerse due criticità principali:

  1. Resistenza dei medici ad accettare le diagnosi dell’IA quando diverse dalle loro.
  2. Difficoltà nell’utilizzo ottimale degli strumenti di Intelligenza Artificiale.

Crisi idrica in Italia: solo il 19% delle piogge ricarica gli invasi

Nel programma “Radar” condotto da Nicola Scano, è intervenuto Stefano Mariani, responsabile della sezione analisi e previsioni meteo-idrologiche e risorse idriche di ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale). Durante l’intervista, Mariani ha evidenziato che in Italia soltanto il 19% delle precipitazioni contribuisce alla ricarica degli invasi, mentre oltre il 59% dell’acqua presente nel terreno evapora. Per affrontare queste sfide, Mariani ha suggerito l’adozione di tecnologie avanzate che potrebbero offrire un significativo supporto, in particolare per regioni come la Sardegna, spesso soggette a problematiche legate alla gestione delle risorse idriche.

Conduce Nicola Scano
Puntata del 15/02/2025

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