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Lalla Careddu racconta le sue peggiori figuracce Celestino Tabasso, Lella Careddu
Lalla Careddu, autrice sassarese di testi comici, collaboratrice dei maggiori festival letterari sardi, racconta le sue peggiori figuracce alla Strambata di Celestino Tabasso.

La prima storia si svolge a Napoli: Lalla si trovava con suo marito in via Duomo, una delle vie più eleganti della città. Mentre i due sorseggiavano il loro aperitivo, un motorino passa per la via con a bordo due ragazzi. Il ragazzo che seduto dietro grida improvvisamente: “Piero!”, estraendo dalla tasca sinistra un misterioso oggetto. Lalla, impaurita, si rifugia sotto il tavolino del bar urlando a sua volta: “Lo ammazza! Lo ammazza!”. Il ragazzo sul motorino, rendendosi conto dell’equivoco, rassicura tutti dicendo che si trattava soltanto di un cellulare. Nell’imbarazzo del marito, ma soprattutto, dei napoletani, Lalla si giustifica con una battuta decisamente fuori luogo, dicendo di aver visto troppe puntate della serie Gomorra.
La seconda vicenda invece, avviene a Sassari, in una sera di dicembre, quando ancora c’era un po’ di luce. Lalla passeggiava col suo cane insieme a un’altra signora, che conosceva soltanto perché ogni tanto chiacchieravano quando portavano i rispettivi cani a spasso. Alla signora sia avvicina un giovane giapponese alto e snello. Il ragazzo, che portava il cappuccio, chiede alla donna le chiavi della sua macchina, e lo fa con un italiano che agli occhi di Lalla era inaspettatamente perfetto. A questo punto, la signora fa qualche passo indietro mentre borbotta qualcosa, il ragazzo le chiede nuovamente le chiavi. Credendo si trattasse di un malintenzionato, Lalla intima al ragazzo di andar via, o avrebbe chiamato il 112. Alla fine, si scopre che il marito della signora è giapponese e che il ragazzo era proprio suo figlio!
Intervista a cura di Celestino Tabasso
La Strambata del 24-04-2023
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