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Interviste

Legge elettorale, il nuovo sistema cambia le regole

micEgidiangela Sechi, Giuseppe Melonitoday15 Settembre 2026 16

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Legge elettorale, premio di maggioranza e tensioni nel centrosinistra

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    Legge elettorale, il nuovo sistema cambia le regole Manuel Cozzolino

La nuova legge elettorale cambia profondamente le regole del voto, introducendo un premio di maggioranza, l’indicazione del candidato premier e nuove soglie per la raccolta delle firme. Giuseppe Meloni, giornalista de L’Unione Sarda, spiega: «Questo premio di maggioranza andrà alle coalizioni che dovessero raggiungere almeno il 42% complessivo».

Urna elettorale

Todde e il rapporto con il Pd

Il confronto tra Alessandra Todde e il segretario del Pd Silvio Lai, durante la Festa dell’Unità di Alghero, ha evidenziato un’alleanza ancora solida, ma attraversata da tensioni sulla sanità. Meloni osserva: «Il fatto che coincidesse proprio con la metà della legislatura ha reso ancor più interessante questo confronto».

Il campo largo e la sanità

L’asse tra Movimento 5 Stelle e Partito Democratico appare confermato, anche se la sanità continua rappresentare il principale terreno di confronto. Il Pd vorrebbe una gestione dedicata dell’assessorato, attualmente affidato ad interim alla presidente Todde. Meloni sintetizza: «Esce rinsaldato fino al prossimo incidente di percorso».

Il nodo delle primarie

Il tema delle primarie resta divisivo soprattutto a livello nazionale, mentre Todde ha manifestato una posizione critica rispetto a quello che considera un tecnicismo interno. Meloni evidenzia: «La coalizione a livello nazionale dovrà risolvere il problema».

Cosa cambia con la riforma

La riforma prevede un premio di maggioranza per le coalizioni che raggiungono almeno il 42%, con un massimo di 220 seggi alla Camera e 113 al Senato. Prevista anche l’indicazione del candidato alla presidenza del Consiglio. Meloni chiarisce: «Non è naturalmente un’elezione diretta del premier perché non è prevista dalla Costituzione».

Il ritorno delle preferenze

Tra le novità compare il ritorno delle preferenze, ma con la presenza dei capilista bloccati. Una parte degli eletti continuerà quindi a dipendere dalle scelte delle segreterie politiche. Meloni sottolinea: «Di fatto in realtà molti degli eletti saranno ancora decisi dalle segreterie».

Il caso delle firme

Uno dei punti più controversi riguarda l’aumento delle firme necessarie per le liste non rappresentate in Parlamento, passate da 1.500 a 6.000 per collegio. Secondo Meloni, «Una formazione neonata come questa dovrà raccogliere circa 300.000 firme in tutta Italia, non è poco».

La sfida dei piccoli partiti

La modifica rischia di penalizzare soprattutto movimenti civici e forze extraparlamentari, chiamati a sostenere un notevole sforzo organizzativo. Meloni osserva: «Quando si approvano delle leggi elettorali a maggioranza ci sono sempre dei fattori, piccoli dispetti, piccole cose».

Il prossimo passaggio

Il provvedimento dovrebbe arrivare alla Camera tra fine settembre e ottobre, con l’ipotesi che il governo ricorra alla fiducia per evitare ulteriori modifiche. Meloni spiega: «Si prevede che il governo a questo punto porrà la fiducia in modo da evitare nuove modifiche».

I prossimi equilibri

La legge elettorale potrebbe modificare gli equilibri tra le forze politiche, mentre in Sardegna il rapporto tra Pd e M5S sarà nuovamente messo alla prova dal rinnovo delle commissioni. Meloni avverte: «Già da domani si discuterà del rinnovo delle presidenze di commissione».

 

Intervista a cura di Egidiangela Sechi

La strambata del 15-09-2026

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