Il presidente del Cagliari, Tommaso Giulini, è intervenuto con fermezza per difendere l’attaccante rossoblù Daniel Maldini, fermato sabato notte a Milano a seguito di un incidente stradale con alcol test positivo. Dalla sala stampa della Lega Serie A, il patron sardo ha espresso piena fiducia nella buona fede del calciatore, che ha riferito di aver bevuto soltanto un paio di cocktail. Secondo Giulini, l’impatto mediatico della vicenda è stato ampiamente ingigantito dalla notorietà del cognome dell’atleta, figlio dell’ex capitano del Milan e della Nazionale Paolo Maldini. Enrico Fresu, coordinatore del sito UnioneSarda.it, è intervenuto in studio per analizzare commentare la notizia.

Entrando nel merito degli accertamenti sanitari, Giulini ha fatto chiarezza sulle indiscrezioni trapelate nelle ultime ore. Pur prendendo atto che il verbale del pronto soccorso menziona tracce di THC, il presidente ha smentito categoricamente le voci sull’uso di ketamina, definendole illazioni gravi e del tutto infondate. Giulini ha rimarcato la netta differenza tra droghe leggere e sostanze pesanti come la ketamina, evidenziando che chi ha diffuso tali notizie (siano organi di polizia locale o strutture ospedaliere) dovrà assumersene la responsabilità, specialmente alla luce della recente pre-convocazione di Maldini in Nazionale.
La linea della società rimane prudente ma garantista. In vista dell’imminente colloquio diretto tra il presidente e il giocatore, la dirigenza attende gli esami del sangue del Pronto Soccorso, i cui esiti definitivi sono previsti entro pochi giorni. Giulini ha concluso rammaricandosi per la volontà mediatica di accanirsi sul giovane attaccante, dicendosi convinto che i referti ematici ufficiali chiariranno definitivamente i contorni della vicenda.
Intervista a cura di Mariangela Lampis
Clicca qui per scoprire tutti i podcast di Radiolina