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L’intelligenza artificiale progetta virus in laboratorio Cristian Asara
La sintesi biologica entra in una fase inedita grazie all’impiego avanzato dei modelli digitali. Un team di scienziati coordinato da Brian Hie e Samuel King, attivo nei laboratori dell’Università di Stanford insieme all’Arc Institute di Palo Alto, ha completato con successo la creazione di virus sintetici generati tramite sistemi informatici. La ricerca, apparsa sulle pagine della rivista scientifica Science, punta a rivoluzionare le terapie mediche attraverso lo sviluppo di agenti mirati contro le infezioni più ostinate.

Il metodo applicato ricalca il principio di funzionamento dei grandi modelli linguistici, sostituendo le parole con le sequenze biologiche. I sistemi digitali battezzati Evo 1 ed Evo 2 hanno analizzato il codice genetico di oltre due milioni di batteriofagi naturali. Durante la fase di impostazione, i programmatori hanno escluso qualsiasi informazione genetica legata a patogeni dannosi per l’uomo, circoscrivendo l’apprendimento ai soli organismi capaci di colpire i batteri.
La fase pratica ha preso avvio dal batteriofago Phi X-174, un agente noto per la sua capacità esclusiva di attaccare il batterio Escherichia coli. Il software ha elaborato nuove varianti traducendo i calcoli numerici in molecole di DNA sintetizzate chimicamente. Le istruzioni sono state poi introdotte nei batteri ospiti, inducendoli a replicare le particelle virali. Su circa trecento configurazioni testate, gli esperti hanno isolato sedici fagi attivi e vitali, capaci di neutralizzare ceppi batterici resistenti agli antibiotici.
I risultati offrono un supporto concreto alla terapia fagica, aprendo alla progettazione rapida di trattamenti mirati e vaccini di nuova generazione. La capacità di generare organismi biologici funzionali attraverso il codice digitale solleva parallelamente questioni aperte di bioetica e biosicurezza. Gli stessi ricercatori hanno evidenziato la necessità di protocolli rigorosi di controllo internazionale per monitorare l’accesso a questi strumenti ed evitarne impieghi nocivi.
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