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Lunamatrona punta sui giovani: agricoltura, tradizioni e turismo per fermare lo spopolamento Fabio Leoni
In Sardegna, anche i piccoli centri affrontano sfide decisive come spopolamento, occupazione giovanile e sviluppo territoriale sostenibile. Lunamatrona, nel cuore della Marmilla, prova a invertire la rotta valorizzando identità, cultura e risorse locali. L’assessora Anna Malloci vede margini concreti di crescita per il territorio. “Io penso che un futuro più roseo o migliore possa esistere per tutti”, afferma con convinzione. Secondo Malloci, il cambiamento nasce dalla volontà individuale, ma richiede anche visione collettiva, formazione adeguata e capacità di trasformare le potenzialità del paese in opportunità durature.

Il rilancio di Lunamatrona passa soprattutto dall’agricoltura, settore storico del territorio e possibile leva occupazionale per le nuove generazioni. Il comune punta sulle sue eccellenze, in particolare melone e malvasia, prodotti simbolo dell’economia locale. La Sagra del Melone e della Malvasia rappresenta una vetrina importante per promuovere queste produzioni. “Stiamo puntando sulla valorizzazione del nostro melone attraverso l’istituzione del marchio De.Co.”, spiega Malloci. La certificazione comunale può rafforzare la filiera, stimolando nuove attività legate a trasformazione, vendita e turismo enogastronomico.
Le tradizioni popolari restano un elemento centrale nella costruzione del futuro di Lunamatrona. La festa di San Giovanni unisce spiritualità, cultura e socialità, coinvolgendo residenti e visitatori. Tra i riti più sentiti c’è quello dell’acqua di San Giovanni, simbolo di energia e buon auspicio. Malloci sottolinea il ruolo fondamentale della comunità organizzata. “L’unione fa la forza, e tutto ciò viene fatto grazie alla volontà dei comitati e delle associazioni”, evidenzia. Pro Loco, gruppi folk e realtà culturali dimostrano che la collaborazione può generare sviluppo e appartenenza.
Intervista a cura di Veronica Fadda
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