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“Manco per sogno”, il libro che trasforma la paura della scuola Radiolina
Con Manco per sogno di Beatrice Alemagna, pubblicato da Topipittori nel 2021, il primo giorno di scuola diventa un’occasione per parlare di crescita, indipendenza e libertà. A raccontare il significato dell’albo illustrato è Veronica Marzi, insegnante esperta di letteratura per l’infanzia, che sottolinea come la storia non sia pensata soltanto per rassicurare i bambini, ma anche per aiutare gli adulti ad affrontare il distacco: “È un albo illustrato perfetto non per tranquillizzare i bambini, ma i genitori”, spiega, mettendo in evidenza uno degli aspetti più originali dell’opera.

Protagonista del libro ”Manco per sogno” è Pasqualina, una pipistrellina di tre anni con due ali pelose e idee molto chiare: non vuole assolutamente andare a scuola. Di fronte alle domande dei genitori, la sua risposta è sempre la stessa: “Manco per sogno”. Il rifiuto è netto e diventa il centro di una storia costruita con grande ironia e sensibilità.
A un certo punto, però, la rabbia di Pasqualina raggiunge una tale intensità da provocare un cambiamento sorprendente: i suoi genitori diventano piccolissimi, quasi come due noccioline. Sarà quindi lei a doverli accompagnare a scuola e a prendersi cura di loro: “Parla di libertà, della libertà dei bambini, di conquistarsi uno spazio, anche se pauroso, ma molto affascinante”, racconta Veronica Marzi.
È proprio il ribaltamento dei ruoli a rendere Manco per sogno particolarmente originale. Pasqualina, inizialmente terrorizzata dall’idea di entrare a scuola, si trova improvvisamente nella situazione di dover accompagnare i propri genitori, diventati piccoli e timorosi.
Questa situazione permette alla protagonista di vivere in prima persona le novità della giornata scolastica. Mentre cerca di occuparsi dei suoi genitori, scopre progressivamente quanto il loro ingombrante ruolo di accompagnatori le impedisca di volare, giocare e conoscere gli altri animaletti: “Pasqualina dovrà portarli sotto le sue ali a scuola con sé e si renderà conto di quanto questo le impedisce di volare e giocare con gli altri animaletti”, osserva l’insegnante.
La storia affronta così uno dei passaggi più delicati dell’infanzia: il confronto con un ambiente nuovo e la necessità di conquistare progressivamente la propria autonomia. La paura non viene negata né banalizzata, ma diventa parte di un percorso di crescita.
Nel libro, Pasqualina cambia prospettiva proprio grazie all’esperienza diretta. Il primo giorno di scuola, che all’inizio sembrava un’avventura da evitare a tutti i costi, si trasforma in una giornata ricca di incontri e scoperte: “Beatrice Alemagna è geniale: parla di libertà, della libertà dei bambini, di conquistarsi uno spazio”, sottolinea Veronica Marzi.
Uno degli elementi più interessanti, secondo Veronica Marzi, di Manco per sogno è dunque la sua capacità di parlare contemporaneamente a bambini e adulti. La storia può essere letta come un racconto sulla paura del distacco, ma anche come un invito rivolto ai genitori a lasciare ai figli lo spazio necessario per diventare autonomi. Il momento decisivo arriva all’uscita da scuola. Pasqualina scopre infatti quanto sia importante ritrovare i genitori nella loro dimensione naturale e comprende che ciascuno deve tornare a occupare il proprio ruolo: “Capirà quanto è importante che i genitori tornino a grandezza naturale e che ognuno interpreti il proprio ruolo”, spiega.

L’ironia è uno degli strumenti principali attraverso cui Beatrice Alemagna affronta temi importanti come la crescita, la separazione e l’indipendenza. La scelta di trasformare i genitori in minuscole creature impaurite permette di guardare alle ansie degli adulti con leggerezza e, allo stesso tempo, di restituire ai bambini la possibilità di essere protagonisti della propria esperienza. La storia diventa così una sorta di specchio nel quale possono riconoscersi entrambe le generazioni: “È un libro rispettoso ma non compiacente, molto, molto ironico”, osserva l’insegnante, sintetizzando uno dei tratti distintivi dell’albo.
Beatrice Alemagna è nata a Bologna nel 1973 e ha studiato progettazione grafica e comunicazione visiva all’ISIA di Urbino. Nel 1996 ha vinto il primo premio del concorso di illustrazione Figures futures al Salon du Livre et de la Presse Jeunesse di Montreuil. Negli anni successivi ha ricevuto importanti riconoscimenti, tra cui il Prix Attention Talent-Fnac nel 2000 e il Prix Octogones nel 2002. Nel 2007 ha ottenuto una menzione al Bologna Ragazzi Award.
Nel corso della sua carriera ha pubblicato oltre quaranta titoli, molti dei quali con importanti editori francesi, tra cui Seuil, Autrement e Gallimard. Le sue illustrazioni hanno accompagnato testi di autori come Apollinaire, Queneau, Huxley, Grossman, Dahl e Rodari. Le sue opere sono state esposte in diverse città, tra cui Bologna, Milano, Roma, Parigi, Monaco, Lisbona, Tokyo e Kyoto.
Manco per sogno si inserisce quindi nel percorso di quei libri per l’infanzia capaci di affrontare temi complessi senza rinunciare all’umorismo e alla leggerezza. La vicenda di Pasqualina mostra che crescere significa anche imparare a separarsi, affrontare ciò che fa paura e conquistare gradualmente il proprio spazio.
La particolarità dell’albo è anche nel suo doppio destinatario: il bambino può riconoscersi nella paura di Pasqualina, mentre il genitore può ritrovarsi nelle ansie dei suoi piccoli accompagnatori: “Le favole per i bambini sono perfette anche per noi adulti da leggere insieme”, conclude Veronica Marzi.
Intervista a cura di Francesca Figus
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