I Carabinieri del Ris di Cagliari effettueranno nei prossimi giorni un sopralluogo nel canyon di Tuvixeddu, luogo dove il 5 febbraio 1995 è stato trovato il corpo senza vita di Manuela Murgia. Come ha spiegato il giornalista Matteo Vercelli su L’Unione Sarda, la novità arriva contestualmente alla richiesta di proroga depositata al gip Giorgio Altieri per la consegna dell’elaborato finale della perizia. Inizialmente la scadenza era fissata al 25 settembre, poi prorogata al 9 novembre a causa della complessità degli accertamenti e del numero di campioni repertati. Ora la nuova richiesta estende i tempi di ulteriori 21 giorni, con consegna della perizia conclusiva prevista per il 30 novembre.

Durante il sopralluogo, gli specialisti dovranno eseguire prelievi di campioni sul terreno e sulla vegetazione del canyon, da confrontare con reperti al centro della perizia. Questo passaggio rappresenta un momento cruciale nell’inchiesta per omicidio, riaperta alcuni mesi fa dal pm Guio Pani. L’inchiesta era stata riattivata dopo la lunga battaglia dei familiari di Manuela, che non hanno mai creduto alla tesi del suicidio. L’unico indagato è l’ex fidanzato Enrico Astero, oggi 54enne.
L’inchiesta si concentra sulle circostanze della morte della sedicenne. La consulenza medico-legale presentata dai familiari, firmata dal docente universitario Roberto Demontis, parla di omicidio: secondo la relazione, la giovane sarebbe stata investita dopo un rapporto sessuale energico e successivamente trasportata nel canyon di Tuvixeddu. Trent’anni fa, invece, due consulenti dell’Università di Cagliari incaricati dalla Procura, Francesco Paribello e Giuseppe Santa Cruz, conclusero che non vi fossero tracce di violenza.
A cura di Enrico Fresu – Giornalista di Unionesarda.it
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