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Caffè Corretto

Medici di base in Sardegna, emergenza senza fine: assegnati solo 41 incarichi su 496 disponibili

today29 Maggio 2026 26

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Sanità territoriale al collasso: i piccoli centri restano senza assistenza di base

La crisi della medicina territoriale in Sardegna continua ad aggravarsi. L’ultimo bando regionale per i medici di medicina generale, che prevedeva 496 incarichi disponibili e incentivi economici per le sedi più disagiate, si è concluso con risultati molto al di sotto delle aspettative. Le domande presentate sono state appena settanta e, al termine delle convocazioni ufficiali, gli incarichi realmente assegnati sono stati soltanto 41. Un dato che conferma le enormi difficoltà dell’assistenza sanitaria di base nell’Isola, soprattutto nei piccoli Comuni e nelle aree interne, dove sempre più cittadini rischiano di restare senza un medico di famiglia. Il direttore de L’Unione Sarda, Emanuele Dessì, è intervenuto per analizzare la notizia

Immagine rappresentativa.

Cagliari e Sassari attraggono i medici, i territori interni restano scoperti

La maggior parte delle nuove assegnazioni si concentra nelle aree urbane più richieste: 18 sedi sono state coperte nella Asl di Cagliari e 8 in quella di Sassari. Numeri molto più bassi riguardano invece territori come Sulcis, Ogliastra, Nuoro e Medio Campidano, dove continua la carenza cronica di cure primarie. La conseguenza è un aumento della pressione su Pronto soccorso e ospedali, già in difficoltà per l’elevato numero di accessi. Secondo i dati regionali, tra il 2019 e il 2025 il numero dei medici di base in Sardegna è diminuito del 40,3%, mentre oltre il 60% dei professionisti attualmente in servizio supera il limite massimo di 1.500 assistiti.

Guardie mediche in difficoltà e timori per la riforma della medicina territoriale

L’emergenza coinvolge anche il servizio di continuità assistenziale. Nel Sulcis Iglesiente la Asl ha segnalato difficoltà nella copertura dei turni di guardia medica in località come Buggerru, Fluminimaggiore e Nebida, proprio all’inizio della stagione turistica. Il segretario regionale della Fimmg, Federico Contu, considera comunque positivo l’arrivo dei 41 nuovi ambulatori, ma ribadisce che gli incentivi economici non bastano per attirare i medici nei piccoli paesi. Intanto cresce la preoccupazione per la riforma nazionale della medicina territoriale e per il ruolo delle future Case di comunità, considerate da molti sindacati un possibile rischio per il rapporto diretto tra medico e paziente. Anche lo Smi annuncia proteste e non esclude uno sciopero nazionale.

Intervista a cura di Mariangela Lampis

Caffè Corretto del 29-05-2026

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