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Cagliari, al Teatro Lirico torna “Voci e Musica in Rete” Giuseppe Valdes
250 giovani musicisti dai 4 ai 17 anni, un grande progetto educativo e il prestigioso palcoscenico del Teatro Lirico di Cagliari. Torna nel capoluogo sardo “Voci e Musica in Rete”, appuntamento dedicato alla musica, alla formazione e al lavoro collettivo che coinvolgerà scuole a indirizzo musicale, associazioni del territorio e studenti provenienti da diverse realtà della Sardegna. L’evento si svolgerà al Teatro Lirico di Cagliari il 29 maggio alle ore 20, con ingresso libero già andato sold out per l’enorme richiesta di biglietti. In scena l’Orchestra “Voci e Musica in Rete”, nata dall’esperienza dei campus musicali e da un percorso condiviso tra istituzioni scolastiche e realtà educative del territorio. A raccontare il significato dell’iniziativa è Paolo Rossetti, preside del Convitto Nazionale Vittorio Emanuele II di Cagliari, tra i promotori di un progetto che punta a rilanciare il ruolo della musica nella scuola.

Dietro “Voci e Musica in Rete” c’è un lavoro costruito negli anni attraverso campus musicali, laboratori e collaborazioni tra scuole e associazioni. Come spiega Paolo Rossetti, il progetto nasce da incontri organizzati periodicamente in Sardegna, dove gruppi di studenti provenienti da più istituti lavorano insieme su percorsi musicali condivisi, anche in collaborazione con il sistema nazionale delle Orchestre e Cori Giovanili e Infantili.
L’evento di Cagliari porterà sul palco bambini di 4 e 5 anni, alunni della primaria, studenti delle medie e dei licei, in un viaggio musicale che attraversa età, esperienze e livelli di formazione differenti. La manifestazione coinvolge numerose realtà scolastiche del territorio, tra cui scuole di Cagliari, Monserrato, Quartu Sant’Elena, Sanluri, Capoterra, Cabras e altri centri della Sardegna, confermando il carattere territoriale e inclusivo dell’iniziativa.
Secondo il preside del Convitto Nazionale Vittorio Emanuele II, il valore della musica va ben oltre la preparazione tecnica o la formazione di futuri professionisti: “La musica è un’esperienza che coinvolge tutto il corpo, le emozioni, la voce e il movimento”, sottolinea Rossetti, evidenziando come il percorso musicale aiuti bambini e ragazzi a sviluppare competenze personali e relazionali.
Nel progetto, infatti, la dimensione centrale è quella sociale ed emotiva. Suonare e cantare insieme significa imparare il rispetto dei tempi, la disciplina, la capacità di ascolto e il lavoro di squadra. È proprio questo uno degli aspetti più significativi dell’esperienza orchestrale: ogni studente contribuisce a un risultato collettivo, imparando sin da piccolo il valore dell’armonia, della collaborazione e della responsabilità condivisa.
Per il preside Paolo Rossetti, inoltre, eventi come questo rappresentano anche un messaggio forte sul ruolo dell’educazione musicale nelle scuole italiane, spesso considerata marginale nonostante il suo potenziale formativo.
L’entusiasmo attorno all’iniziativa si riflette anche nei numeri della partecipazione. Sebbene l’ingresso fosse gratuito, i posti disponibili sono stati rapidamente assegnati alle scuole coinvolte e alle famiglie dei giovani musicisti. Un risultato prevedibile, considerando la presenza di centinaia di studenti accompagnati da genitori, nonni, fratelli, insegnanti e comunità scolastiche.
Intervista a cura di Simona De Francisci
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