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Mercato immobiliare in Sardegna: vendite in crescita e ritorno ai livelli pre-pandemia Giuseppe Valdes
Il mercato immobiliare in Sardegna mostra segnali chiari di ripresa. A confermarlo è Marco Mainas, presidente regionale FIMAA, la Federazione italiana Mediatori Agenti d’Affari e presidente Confcommercio Sud Sardegna. Mainas fotografa un comparto in netto miglioramento, con numeri in crescita e un ritorno ai livelli pre-pandemia, considerati lo spartiacque degli ultimi anni.

Le NTN – Numero di Transazioni Normalizzate registrano un incremento di circa l’8% rispetto all’anno precedente, segno di un mercato più dinamico e fiducioso. La crescita riguarda tutte le province, sia nei capoluoghi sia nei centri non capoluogo, e coinvolge diverse tipologie di immobili, dalle abitazioni cittadine alle villette nelle aree costiere. Un trend che conferma la Sardegna come territorio attrattivo e stabile dal punto di vista immobiliare.
Un ruolo chiave è giocato dal mercato estero, sempre più interessato alla Sardegna. Gli investitori stranieri arrivano da Svizzera, Germania, Francia, Austria e Stati Uniti, con esigenze differenti. La clientela di fascia alta si orienta verso il Nord Sardegna, in particolare Costa Smeralda, Porto Cervo e Porto Rotondo, dove i prezzi possono arrivare fino a 36.000 euro al metro quadro per immobili di pregio, in classe energetica A++ o superiore. Al Sud, località come Villasimius registrano valori tra 5.000 e 8.000 euro al metro quadro, soprattutto per ville unifamiliari fronte mare inserite in contesti esclusivi.
Il mercato immobiliare di Cagliari resta molto variegato. La media dei prezzi si aggira intorno ai 1.800 euro al metro quadro, ma le differenze tra quartieri sono marcate. Zone riqualificate come Is Mirrionis offrono opportunità interessanti, molto richieste da chi investe per l’affitto a studenti e personale sanitario. Un quadrivano può essere acquistato intorno ai 160.000 euro, mentre nelle aree più prestigiose, come Amsicora, lo stesso immobile può superare i 300.000 euro. Anche l’hinterland cagliaritano vive un momento positivo, grazie a prezzi più accessibili e buona qualità della vita.

La domanda interna è composta da single, giovani coppie e famiglie. I single prediligono monolocali e bilocali, mentre le famiglie, spesso monoreddito e con pochi figli, si orientano su trilocali in zone ben collegate. Accanto a chi acquista per investimento, cresce anche il numero di persone che scelgono la Sardegna per cambiare stile di vita, attratte da ambiente, cultura e accoglienza.
In oltre 40 anni di carriera, Marco Mainas ha visto cambiare profondamente la professione dell’agente immobiliare. Dal porta a porta degli anni Ottanta si è passati a un lavoro altamente specializzato, che richiede formazione, abilitazione e competenze tecniche. Gli agenti sono vere e proprie “sentinelle dei territori”, capaci di leggere le trasformazioni urbane, la chiusura delle attività commerciali e l’evoluzione dei quartieri. Un ruolo di garanzia fondamentale sia per chi vende sia per chi acquista.
Il settore è vivace e attira molti giovani, ma Mainas sottolinea l’importanza di affidarsi a professionisti qualificati e abilitati. Fare l’agente immobiliare oggi significa gestire i risparmi di una vita, anche in contesti complessi come il mercato internazionale. Per questo F.I.M.A.A. e Confcommercio investono nella formazione professionale, per evitare improvvisazioni e tutelare i consumatori.
Intervista a cura di Andrea Sechi
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