play_arrow
Montagna terapia in Sardegna: cos’è e come funziona? Mariangela Lampis, Mario Palomba
Camminare in montagna insieme, condividere un percorso e poi fermarsi per ascoltare e raccontare le proprie emozioni. È questo il cuore della montagna terapia, una pratica riabilitativa rivolta in particolare alle persone con disagio psichiatrico e inserita in un più ampio percorso di psichiatria di comunità.
A raccontarne caratteristiche e sviluppo in Sardegna è Mario Palomba dell’Associazione Andalas. La pratica prevede la partecipazione congiunta di pazienti, operatori sanitari e accompagnatori a escursioni e percorsi di trekking.
L’attività fisica e il rapporto con l’ambiente naturale rappresentano una parte dell’esperienza, mentre il momento dell’ascolto e della condivisione assume un ruolo centrale. Al termine delle escursioni, infatti, i partecipanti possono riunirsi in gruppo per raccontare emozioni, esperienze e difficoltà.
L’obiettivo è creare uno spazio nel quale le persone possano stare insieme, condividere il proprio vissuto e sviluppare relazioni al di fuori dei tradizionali contesti assistenziali. Secondo l’esperienza raccontata da Andalas, il valore dell’attività non riguarda soltanto i pazienti, ma può coinvolgere anche gli operatori e le altre persone che partecipano ai percorsi.

La montagna terapia nasce diversi anni fa in Francia e arriva in Sardegna nel 2006 attraverso una prima esperienza sperimentale sviluppata nell’area di San Gavino. Il progetto viene avviato da un gruppo di operatori sanitari e appassionati di trekking e successivamente si diffonde attraverso altri Centri di salute mentale dell’Isola.
Nel tempo, la montagnaterapia si inserisce in una prospettiva più ampia di psichiatria di comunità, nella quale il percorso terapeutico non rimane confinato all’interno delle strutture sanitarie, ma si apre al territorio e alle relazioni sociali. La montagna diventa così un ambiente nel quale costruire attività condivise, favorire l’incontro e creare occasioni di partecipazione.
In questo percorso si inserisce anche Andalas Trekking, associazione nata dall’esperienza di pazienti e operatori dell’area di San Gavino. Le attività dell’associazione comprendono diverse iniziative legate al trekking e alla montagna, con particolare attenzione ai percorsi capaci di mettere in relazione persone, territorio e comunità.
Uno degli appuntamenti più significativi è Sentieri di Libertà, progetto culturale di psichiatria di comunità basato proprio sui principi della montagna terapia. L’iniziativa riunisce persone provenienti dai Centri di salute mentale, dalle comunità terapeutiche e dalle associazioni del terzo settore, creando un’esperienza nella quale escursionismo, ascolto e socialità si intrecciano.
L’edizione più recente di Sentieri di Libertà si è svolta dal 24 al 27 a Montarbu di Seui e alla Cumbessia di San Girolamo di Ussassai, attraverso giornate dedicate alle escursioni e ai gruppi di ascolto. L’iniziativa coinvolge pazienti e operatori sanitari dei Centri di salute mentale, comunità terapeutiche e associazioni del terzo settore provenienti dalla Sardegna e da altre regioni italiane.
Nel corso delle diverse edizioni il progetto ha raggiunto una partecipazione significativa, arrivando in passato a circa 350 partecipanti. Un numero che restituisce la dimensione raggiunta da un’esperienza nata nell’ambito della psichiatria di comunità e progressivamente diventata un appuntamento capace di coinvolgere realtà sanitarie, associazioni e territori.
La complessità organizzativa richiede una rete di collaborazione ampia. L’evento coinvolge infatti strutture sanitarie, comunità terapeutiche, associazioni e realtà istituzionali, insieme a partner tecnici impegnati nella gestione delle attività in ambiente montano.
Tra le realtà coinvolte figurano il Club Alpino Italiano, il Soccorso Alpino e l’Agenzia regionale Forestas, il cui supporto risulta particolarmente importante quando le attività vengono organizzate all’interno delle aree del demanio forestale. A sostenere finanziariamente l’iniziativa vengono inoltre indicati Fondazione di Sardegna e Regione Sardegna.
La dimensione della sicurezza è fondamentale in un progetto che porta numerosi partecipanti a svolgere escursioni in ambiente naturale. Per questo l’organizzazione si basa su un partenariato tecnico e istituzionale necessario alla gestione dei percorsi e delle diverse attività.
Uno degli aspetti centrali di Sentieri di Libertà è il rapporto tra comunità terapeutica e comunità locale. Il progetto non si limita infatti a portare i partecipanti in un ambiente naturale, ma costruisce un incontro diretto con i territori che ospitano le attività.
In occasione dell’evento, amministrazioni comunali, Pro loco e popolazione locale contribuiscono alla realizzazione delle iniziative e all’accoglienza dei partecipanti. È proprio questo incontro tra persone che vivono un percorso terapeutico e comunità rurali a rappresentare, secondo Palomba, uno degli elementi più importanti dell’esperienza.
La partecipazione al territorio può contribuire a contrastare lo stigma legato al disagio psichiatrico, creando occasioni nelle quali i pazienti non vengono percepiti esclusivamente attraverso la loro condizione, ma diventano parte attiva di un’esperienza collettiva.
La montagna terapia assume così una dimensione che va oltre la semplice escursione. Il trekking diventa un’attività condivisa, il gruppo di ascolto uno spazio di confronto e il territorio un luogo di relazione, nel quale pazienti, operatori e cittadini possono incontrarsi in un contesto diverso da quello abituale.
Per la comunità locale, l’esperienza rappresenta allo stesso tempo una forma particolare di partecipazione e ospitalità. Per chi affronta un percorso terapeutico, invece, può significare sentirsi accolto e riconosciuto come parte di una comunità più ampia. È questo intreccio tra ambiente naturale, relazione, ascolto e inclusione sociale a costituire uno degli elementi distintivi dei progetti di montagna terapia sviluppati in Sardegna.
Intervista a cura di Mariangela Lampis
Clicca qui per scoprire tutti i podcast di Radiolina