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Movimenti sospetti di una nave russa in Sardegna: è tutto legale? Manuel Cozzolino
Una nave russa si muove ripetutamente al largo della Sardegna, destando preoccupazione, pur restando fuori dalle dodici miglia nautiche del mare territoriale italiano. Secondo Daniele Amoroso, docente di Diritto internazionale all’Università di Cagliari: «la nave sembra operare oltre le dodici miglia, dove prevale la libertà di navigazione prevista dal diritto internazionale».

Oltre il mare territoriale, l’Italia esercita poteri limitati nella zona economica esclusiva, dove può sorvegliare ma non intervenire direttamente sulle navi straniere. Amoroso chiarisce: «nella zona economica esclusiva lo Stato può monitorare, ma non controllare, salvo violazioni ambientali o sfruttamento illecito delle risorse».
La presenza della nave russa non costituisce una violazione formale, poiché si colloca in uno spazio marittimo tutelato dal principio di libertà di navigazione. «Al di fuori del mare territoriale», sottolinea Amoroso, «tendenzialmente prevale la libertà di navigazione riconosciuta dal diritto internazionale».
Il comportamento della nave russa viene interpretato come una possibile minaccia ibrida, progettata per inquietare senza infrangere apertamente le regole internazionali. «Sono condotte ostili che restano sotto la soglia della violazione del diritto internazionale», spiega Amoroso, «sfruttando le vulnerabilità degli Stati democratici».
Strategie simili sono state già osservate in altri contesti geopolitici, come la gestione strumentale dei flussi migratori verso l’Europa. Amoroso osserva: «queste pratiche fanno leva sul rispetto dello Stato di diritto, creando pressioni politiche senza violare formalmente le norme».
Nonostante le tensioni globali, il diritto internazionale resta fondamentale per l’ordinamento italiano, come sancito dalla Costituzione. «Il diritto internazionale continua a essere parte integrante della vita giuridica italiana, indipendentemente da ciò che affermano singoli leader politici», afferma Amoroso.
A livello internazionale, tuttavia, il sistema delle Nazioni Unite attraversa una fase di profonda instabilità, con grandi potenze che rimettono in discussione regole basilari. «È una turbolenza che, in un ordinamento interno, assomiglierebbe a una rivoluzione», spiega Amoroso agli studenti universitari.
A Cagliari si svolgono i round nazionali della Jessup Competition, la più grande simulazione processuale di diritto internazionale al mondo. «Gli studenti simulano un processo davanti alla Corte Internazionale di Giustizia», racconta Amoroso, «con un livello di preparazione davvero elevatissimo».
Intervista a cura di Paola Pilia
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