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Neuralink, Musk cerca volontari per la sperimentazione umana

today21 Settembre 2023 53

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Il via libera alla sperimentazione sui pazienti affetti da paralisi

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    Neuralink, Musk cerca volontari per la sperimentazione umana Fabio Manca ed Enzo Asuni

Musk in qualche modo fa sempre parlare di sé ed è di poche ore fa la notizia che ha fatto il giro del web: in seguito a una serie di peripezie è arrivata l’approvazione per sperimentare i suoi chip neurali sugli esseri umani. L’approvazione in questione gli è stata data dalla Food and Drug Administration.

 

Neuralink è una startup dell’imprenditore americano nata nel 2017 e si pone l’obiettivo di far comunicare il cervello umano con l’intelligenza artificiale. Dopo il via libera da parte della Fda l’azienda ha comunicato che starebbe cercando dei volontari. Stanno reclutando persone per mettere a punto il primo Step, che si chiama Prime, un impianto cerebrale destinato ai pazienti che sono affetti da paralisi.

L’approvazione è arrivata dopo una serie di richieste negate e i dubbi della Fda sono leciti in quanto il loro vietare derivava dai possibili rischi. In primis il rischio d’avvelenamento per quanto concerne animali ed esseri umani a cui viene impiantato il chip. Perché avvelenamento? Perché le batterie conterrebbero litio e ci sarebbe inoltre la possibilità che i fili dell’impianto possano spostarsi e compromettere le normale attività del cervello.

Tra le varie remore anche quella legata alle difficoltà riscontrate nella rimozione dei chip. Si rischia il danneggiamento del tessuto cerebrale.

Hanno fatto il giro dei web anche alcune indagini aperte dal ministero dei trasporti statunitensi per quanto concerne una gestione pericolosa di agenti patogeni in una collaborazione con L’Università della California.

La società fa sapere che non tutti possono candidarsi come volontari ma è necessario avere almeno 22 anni, un caregiver che sia coerente e affidabile e inoltre si possono qualificare solo pazienti con quadriplegia dovuta a una lesione del midollo spinale o sclerosi laterale amiotrofica, perdita della vista, udito e incapacità di parlare.
Non è ancora stato comunicato quando si intende partire con la comunicazione. Sappiamo che la Fda negava la sperimentazione su 10 pazienti quindi verosimilmente il numero è stato negoziato. Non sappiamo, a livello di numero, quanti siano quelli approvati.

Lo studio durerà sei anni e il suo scopo è quello di valutare la sicurezza dell’impianto e del robot chirurgico. Dovrebbe permettere alle persone con paralisi cdi controllare determinati dispositivi direttamente col pensiero. Il robot chirurgo dovrà posizionare dei fili ultrasottili in quella che è la parte del cervello che controlla l’intenzione al movimento. Il primo step prevede la possibilità di far controllare alle persone il cursore di un computer o la tastiera usando semplicemente il pensiero.
Anche se la sperimentazione dovrebbe funzionare in ogni caso i tempo di autorizzazione per uso commerciale saranno infiniti. Ci potrebbe volere più di un decennio.

A cura di Enzo Asuni, social media manager del Gruppo L’Unione Sarda


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