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Nutrizione oncologica: un’Italia a due velocità

today12 Novembre 2025 17

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Nutrizione oncologica: ruolo fondamentale per la cura e disuguaglianze territoriali in Italia

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    Nutrizione oncologica: un’Italia a due velocità Simona De Francisci e Sara Pilotto

Un recente sondaggio condotto dal CIPOMO su 100 centri oncologici italiani rivela che solo il 50 % delle strutture dispone di percorsi nutrizionali strutturati e uniformemente accessibili, con differenze rilevanti tra Nord e Sud Italia. «Oggi sappiamo che mangiare in modo adeguato aiuta il paziente a mantenere la forza, la massa muscolare, l’autonomia», afferma la prof.ssa Sara Pilotto, sottolineando l’importanza della nutrizione oncologica.

La dottoressa Sara Pilotto (foto profilo personale)

Il ruolo della nutrizione nella cura oncologica

«L’alimentazione è assolutamente parte della cura», dice la prof.ssa Pilotto. L’intervista evidenzia come un’alimentazione adeguata sostenga il paziente oncologico nel mantenere forza, massa muscolare e autonomia. Inoltre, «In concerto con l’attività fisica. Dà una mano importante anche le nostre terapie a funzionare meglio». L’approccio integrato – alimentazione, esercizio fisico, supporto psicologico – costituisce un modello di oncologia che guarda alla persona nella sua totalità.

Immagine rappresentativa

Alimentazione: oltre la nutrizione, anche conforto

«Il cibo non è solo nutrimento, ma è parte della storia, della socialità, delle abitudini e delle emozioni», spiega la prof.ssa Pilotto. In un percorso oncologico il cibo può diventare conforto, ma anche fonte di fatica. Ecco perché «Lavoriamo in squadra oncologo, dietista e psico-oncologo per sostenere la persona anche nella relazione con il cibo». Preferenze, tempi e cambiamenti vengono ascoltati, procedendo a piccoli passi e con obiettivi realistici.

Disuguaglianze territoriali e necessità di linee guida

I dati mostrano «Un’Italia a due velocità», con una maggior concentrazione di centri dotati di percorsi nutrizionali nel Nord (circa il 52 %) rispetto al Sud (19 %). Secondo la prof.ssa Pilotto, «La malnutrizione oncologica arriva a coinvolgere fino al 60-70 % delle persone», rendendo urgente «che la nutrizione clinica diventi una parte strutturale nei percorsi di cura». Serve quindi una direttiva nazionale che eviti queste differenze e renda omogenea l’assistenza nutrizionale oncologica su tutto il territorio.

Verso un percorso oncologico più integrato

Le linee guida internazionali e l’attività del CIPOMO puntano a integrare più capillarmente la valutazione nutrizionale e il supporto dietetico nei reparti oncologici. «La gestione nutrizionale precoce e continuativa deve diventare una parte integrante e sistematica del percorso oncologico», conclude la prof.ssa Pilotto. In questa prospettiva l’obiettivo è che ogni paziente oncologico possa accedere tempestivamente a un percorso nutrizionale personalizzato, indipendentemente dal luogo di cura.

Intervento a cura di Simona De Francisci
La Strambata del 12-11-2025

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