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Oche al servizio della sicurezza: La novità nei penitenziari brasiliani Enzo Asuni
In un carcere in Brasile, una soluzione insolita è stata adottata per migliorare la sicurezza: le oche hanno preso il posto dei cani nel ruolo di sorveglianti. Questa innovativa iniziativa è stata introdotta nel penitenziario di Sao Pedro de Alcantara, nello stato di Santa Catarina, poco prima delle festività natalizie. Le oche, più economiche da mantenere rispetto ai cani, ora pattugliano il perimetro della prigione, contribuendo al sistema di sicurezza esistente.
Le oche hanno iniziato il loro servizio sostituendo i cani, fornendo un’alternativa efficace ed economica per la sorveglianza. Il loro compito principale è quello di evitare eventuali fughe da parte dei detenuti, lavorando in sinergia con altri sistemi di sicurezza presenti nel carcere.
Una delle ragioni alla base di questa insolita scelta è il costo inferiore nel mantenerle rispetto ai cani. La direzione del carcere ha valutato attentamente l’efficienza delle oche come animali da guardia, riconoscendo il loro istinto protettivo e la capacità di segnalare eventuali emergenze con il loro caratteristico starnazzare udibile anche a lunga distanza.
Secondo il direttore del carcere, Marcos Roberto de Souza, questi animali sono ideali per il ruolo di sorveglianti. La loro natura istintivamente protettiva del territorio, unita a una visione notturna superiore a quella umana, le rende particolarmente adatte a svolgere compiti di vigilanza. Il direttore ha sottolineato che le oche sono utilizzate come animali da guardia da secoli, grazie alla loro capacità di percepire il movimento, emettere segnali di allarme distintivi e difendere il loro territorio con determinazione.
Il carcere di Sao Pedro de Alcantara ha integrato con successo le oche nel sistema di sicurezza esistente, composto da sorveglianza elettronica e umana. Durante le pause, le oche possono godere del loro laghetto privato prima di riprendere il loro compito di vigilanza, contribuendo a mantenere la sicurezza all’interno del penitenziario.
L’introduzione delle oche come sorveglianti nei penitenziari brasiliani rappresenta un esempio di creatività nel miglioramento della sicurezza. La scelta dimostra che soluzioni innovative possono emergere anche in contesti inaspettati. L’utilizzo di oche come guardie offre vantaggi economici e sfrutta le qualità naturali di questi animali, dimostrando che la diversità nelle strategie di sicurezza può portare a risultati positivi.

Nel vasto panorama delle antiche mitologie e culture, l’oca emerge come un simbolo ricco di significati, associato alla creazione del mondo, alla vitalità, alla fertilità e persino alla protezione. Da miti egiziani a leggende romane, l’oca ha occupato un ruolo significativo, influenzando prospettive e credenze. Esploriamo l’importanza di questo uccello attraverso le diverse tradizioni culturali.
Nella mitologia egizia, l’oca era venerata come un uccello sacro, protagonista nella creazione di tutte le cose. La leggenda narra che l’oca avesse partecipato alla formazione dell’uovo cosmico, da cui emerse il potente dio sole Ra, creatore dell’Universo. Inoltre, l’oca era simbolo dell’anima del faraone; durante l’ascesa di un nuovo sovrano, il rilascio di quattro oche sottolineava l’evento come un momento di grande importanza.
Nella mitologia greca, l’oca assumeva un ruolo simbolico di vitalità, fertilità e forza. Associata a divinità come Apollo, Afrodite ed Hermes, l’oca rappresentava la vitalità stessa. Eros, il Dio dell’amore, cavalcava un’oca volante, mentre Priapo era costantemente accompagnato dalle oche sacre, sottolineando il legame tra l’uccello e la forza creativa.
Nell’antica Roma, l’oca era considerata sacra a Giunone. Le oche vivevano liberamente sul Campidoglio, accanto al tempio dedicato alla dea. Il loro schiamazzo giocò un ruolo cruciale nel segnalare l’arrivo imminente dei Galli, permettendo ai Romani di respingere l’attacco. Da questo momento, le oche furono considerate salvatrici e divennero simbolo di vigilanza, attenzione e cautela.
Nella cultura indiana, l’oca, nota come Hamsa in sanscrito, simboleggia la libertà, la purezza interiore, la conoscenza e la forza vitale (prana). Il termine “Ham” rappresenta l’espirazione, mentre “sa” simboleggia l’aspirazione, riflettendo il ritorno della forza vitale alla sorgente cosmica. Nella Hamsa Upanisad, l’anima individuale è associata all’oca, migrando attraverso le esistenze fino a raggiungere la liberazione, abbandonando le passioni e i condizionamenti.
Nella cultura cattolica, l’oca evocava la compassione poiché non abbandona mai un suo simile ferito, diventando un simbolo di solidarietà e cura.
In sintesi, l’oca si staglia come un potente simbolo attraverso le epoche e le culture. La sua presenza nelle mitologie egiziane, greche, romane e indiane riflette una varietà di significati, dalla creazione del mondo alla fertilità, alla protezione e alla compassione. L’immagine dell’oca sui vestitini dei bambini non solo richiama protezione e attenzione, ma trasmette anche auspici di crescita, evoluzione e il desiderio di “spiccare il volo” verso un futuro radioso.
A cura di Enzo Asuni, social media manager del Gruppo L’Unione Sarda, nella rubrica Social Trends.